maurizio's profileL'onniscientePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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September 19 Il Papa nel mirinoRoba da pazzi. Incomincio a chiedermi se davvero il mondo in cui vivo non stia veramente andando di fuori. Scrivo di getto dopo aver appreso che una sedicente commissione religiosa turca, formata da un gruppo di Imam che devono “supervisionare” sulle questioni religiose del proprio paese (il quale, ricordiamo, aspirerebbe ad entrare in Europa) ha chiesto che durante la visita programmata a novembre in Turchia, il Papa venga arrestato per la ben nota vicenda delle “frasi offensive sulla religione islamica” che il Pontefice avrebbe pronunciato durante una lezione privata tenuta a Ratisbona. Tutto ciò a conclusione di una settimana che ha visto il mondo andare verso la tanto minacciata e minacciosa guerra santa, la quale da anni ormai è diventata il nuovo spauracchio da agitare quando ce n’è bisogno. Una settimana segnata da episodi gravissimi come l’uccisione di cristiani in Paesi Arabi, l’attacco compiuto nei confronti di diverse chiese da militanti islamici, avvenuto nei Territori Palestinesi, manifestazioni di piazza con annessi gli ormai celebri roghi di pupazzi, questa volta raffiguranti Ratzinger, proclami di Guerre Sante e conquiste di Roma da parte di gruppi terroristici musulmani, risoluzioni di condanna minacciose redatte da parte di parlamentari islamici, i cosiddetti moderati, in Turchia, Pakistan, ecc e chi più ne ha più ne metta. Una settimana che ha visto, e che vede tuttora, il mondo islamico in rivolta contro l’Occidente Crociato, capeggiato dal Papa e da Bush che offende e trama continuamente contro la religione di Maometto seguita (e sono cifre che a me mettono una grande paura addosso) da almeno 2 miliardi di persone in tutto il pianeta. Il fronte comune che si era formato nel febbraio scorso contro le vignette sataniche su Maometto, e che aveva visto marciare insieme islamici moderati (ma quali moderati???) e radicali, è risuscitato per questa occasione, troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire e così finalmente poter attaccare il Capo supremo dei Crociati. Come dicevo, roba da pazzi, e il perché è molto semplice. Il Papa è stato accusato di aver offeso Maometto e l’Islam, di averli disprezzati, di aver condannato la Jhiad,; ma Ratzinger queste cose non le ha mai dette. Se qualcuno dei civilissimi figli di Allah si fosse preso la briga di leggersi il testo della conferenza di Ratisbona (ammesso che sappiano leggere qualcosa di diverso dai versetti arabi del Corano), avrebbe compreso che nelle parole del Papa non c’era nessuna fottutissima critica alla loro infallibile religione. Perché il Papa, dopo aver letto come spunti parti del discorso dell’imperatore bizantino (siamo quindi nel 1300) Manuele Paleologo, in cui si si criticava aspramente l’Islam, ha solo detto che le guerre sante sono contrarie a Dio e contro ragione, che Dio non vuole che si uccida in suo nome, per poi finire con il consueto augurio papale di “dialogo tra le religioni” (anche in Vaticano, quand’è che si sveglieranno?!?). Come vedete, non ci sono tracce di antiislamismo nel pensiero di Ratzinger. Nessuna offesa, nessun nuovo ostacolo al dialogo interreligioso. Ma scommetto che molti leader arabi lo sapevano di già. Scommetto che lo sapeva di già anche quella riprovevole parte della politica europea chiamata estrema sinistra. E’ che era un’occasione, come ho già scritto, troppo ghiotta da lasciarsela sfuggire. Dopo che ci avevano rotto i coglioni per mesi e mesi nell’inverno scorso per le tredici vignette sul loro Profeta, erano rimasti a corto di idee; ma eccoti una seconda chanche per aizzare i loro ignoranti fratelli di tutto il mondo contro il vero nemico dell’Islam, quell’odioso Cristianesimo che gli ha resistito per un millennio e mezzo. E così l’inganno è stato anche troppo facile: hanno stravolto il discorso del Papa per coniare un atto di accusa durissimo nei confronti della loro fede. E milioni di musulmani, come al solito ignoranti e resi cechi dal troppo zelo con cui si inchinano verso la Mecca, hanno ubbidito. Si sono di nuovo lasciati manovrare a piacimento, sono scesi nelle piazze, hanno di nuovo messo in scena le loro ridicole e allo stesso tempo preoccupanti proteste. E l’Occidente? L’Occidente paladino della libertà di pensiero e di parola, dov’era? L’Occidente plasmato per 2000 anni dal Cristianesimo dov’era? L’Occidente che si batte per il rispetto di ogni religione tranne quella in cui crede l’80 per cento dei suoi componenti, dov’era? Si è nascosto. Si è impaurito come al solito, quando gli islamici alzano la voce anche se sono nel torto. Un silenzio codardo e vergognoso. Ma l’Occidente non si è fermato a questo; ha svenduto il suo ultimo briciolo di dignità: ha attaccato chi aveva ragione e difeso chi aveva torto. Lungi dal passargli per la testa che anche se il Papa avesse detto quelle cose (ma come sappiamo non le ha dette e non le pensa) era uno schifo selvaggio ammazzare suore e incendiare chiese, in gran parte ha attaccato Ratzinger. Come il New York Post, giornale che nelle sue critiche sulla lezione di Ratisbona ha usato parole (“ il Papa ha usato parole pericolose e offensive) degne del più radicale degli Imam. Come la solita sinistra radicale, che non perde mai occasioni per fare figure di merda. A pochi è venuto in mente che il mondo islamico dai suoi albori vilipendia e sbeffeggia Cristianesimo ed Ebraismo. Che il capo delle Comunità Islamiche Italiane, un certo signor Adel Smth, ha apostrofato il Crocifisso come un “cadaverino appeso” e una volta l’ha anche lanciato fuori da una finestra di un ospedale. Che gli ebrei e i loro simboli sacri compaiono spesso in simpatici cartoni animati degni del Terzo Reich trasmessi dalle Tv di stato dei Paesi Arabi. Che i talebani in Afghanistan, nel 2000, in nome del dialogo interreligioso, hanno cannoneggiato delle statue millenarie del Buddha perché si trovavano in territorio sacro. Potrei continuare, ma credo che basti. Anche stavolta l’Islam ha dimostrato la sua natura guerrafondaia, e l’Occidente la sua terribile paura che, ne sono convinto, sta pagando e pagherà in futuro molto cara. September 15 Sull'11 settembrePenso che sia arrivato il momento di parlare, perché come direbbe Oriana Fallaci, certe volte tacere diventa un crimine. Ho deciso che non è più il tempo di avere paura, di vergognarsi delle proprie idee, di temere i propri avversari. Pochi giorni fa si è celebrato il quinto anniversario dell’Undici Settembre, l’ennesimo, e il più grave, atto della guerra che l’Islam ci ha dichiarato già oramai da qualche decennio. Una guerra che la maggior parte degli occidentali, obbiettivo dell’odio fanatico del mondo arabo, o non riesce o non vuole vedere. Per l’ennesima volta ho rivisto alla televisione quelle immagini terribili, le torri in fiamme; la gente che preferiva crepare subito buttandosi dalla finestra che finire incenerita; le squadre di pompieri che entravano coraggiosamente negli edifici colpiti, noncuranti della propria vita messa a rischio. Ho risentito il rombo degli aerei Kamikaze, le urla della gente impazzita di paura, le sirene delle ambulanze. Avrò visto e sentito queste cose centinaia di volte, alla Tv, sui giornali, in questi cinque anni, ma non sono ancora stanco; non mi sono venute a noia; non voglio dimenticarle, e così ogni anno me le riimprimo nella memoria per non scordarmi che un Odio profondo e radicato ci vuole morti, e ogni giorno tesse le sue trame per mettere a rischio la nostra vita. Ho ripensato a quei Morti, schiacciati dalle macerie, o bruciati vivi, e mi sono di nuovo sentito triste. Una tristezza profonda, ma che non è sola. E’ accompagnata da una rabbia viscerale, che da quel martedì dell’ormai lontano 2001 in cui anch’io per la prima volta mi resi conto del nuovo Nemico che ci minacciava, e chi fino ad allora ignoravo, è cresciuta, spasmodicamente, incontrollabile, e si è venata d’odio e di orgoglio. Ogni nuovo atto di questa sporca guerra che i codardi ci hanno dichiarato, ha aumentato in me questo brutto sentimento, e così questa rabbia è cresciuta: i 250 di Madrid ammazzati sui treni; i 55 di Londra; tutti i cittadini israeliani (quasi tutti civili) uccisi dagli shadid palestinesi, l’omicidio Van Gogh, i preti uccisi nei paesi arabi, e potrei continuare a citare decine di casi. Ma non solo i morti mi hanno svegliato dallo stato di torpore mentale in cui mi trovavo, e in cui purtroppo si trovano, avvelenati dalle false fiabe del multiculturalismo e del dialogo che furbi politici propinano loro, milioni di occidentali. No, paradossalmente quello che in me aumentava l’antipatia profonda verso l’Islam e i suoi credenti, era quello che succedeva in casa mia, in Italia, nelle sue città e nei suoi quartieri. Quello che veramente mi faceva e mi fa tuttora imbestialire, è il fatto che i nostri nuovi nemici (e mi dispiace che tanta gente ancora non riesca a vederli così), gli islamici appunto, vengano a dettare legge a casa nostra, in Europa, in Italia, a Firenze. I figli di Allah, immigrati clandestinamente nei nostri paesi, hanno cominciato, in nome di un falso e nocivo multiculturalismo e dialogo, a chiederci, anzi sarebbe meglio dire a imporci, uno speciale trattamento che lo Stato dovrebbe loro garantire. Senza un minimo di rispetto e gratitudine ( virtù che sicuramente il profeta Maometto non ha loro insegnato) verso il paese che purtroppo, una volta arrivati, non li ha rispediti a casa loro ma gli ha dato una casa e un lavoro, hanno preteso da subito moschee, scuole coraniche, poligamia (vietata dalla Costituzione Italiana), limitazioni e censure a quella che (mi dispiace per gli atei e gli anticlericali) è la nostra religione, il cristianesimo, che ha plasmato l’Europa per 2000 anni e di cui sono imbevute le nostre radici. Hanno fatto staccare i crocifissi dalle aule scolastiche, senza che loro si sognassero minimamente di rinunciare ai vari veli, chador e burqa; hanno trasformato interi quartieri di città in piccoli califfati dove non regna la nostra Costituzione e le nostre leggi (che a parole dicono di voler rispettare, ma che infrangono ogni giorno), ma la preziosa Sharia, la legge coranica, dove le donne vivono recluse in casa e alle bambine viene praticata l’orrenda “tradizione”, se si può chiamare così una barbara e terribile usanza, dell’infibulazione, anch’essa proibita dalle nostre leggi. E noi? Abbiamo aperto bocca contro questa invasione, contro i continui attentati alla nostra tradizione, alla nostra civiltà, alle nostre leggi, al nostro modo di vivere? No. Ci siamo chiusi la bocca per la paura di passare da razzisti, xenofobi, guerrafondai, e abbiamo loro concesso tutto senza chiedere nulla in cambio, senza pretendere che ci rispettassero e provassero a integrarsi, in vece di chiudersi in comunità dove si parla l’arabo e ai figli viene proibito di frequentare occidentali, cani e maiali infedeli che non siamo altro. Così, mentre sauditi, marocchini, sudanesi ottenevano dallo Stato Italiano l’innalzamento di centinaia di moschee nel nostro paese (a fronte di una popolazione di credenti in Allah che non supera i 2 milioni), in Arabia, Marocco, Yemen, ecc il solo possedere una Bibbia ti costa la condanna a morte per apostasia, le pochissime chiese e sinagoghe che ci sono rischiano ogni giorno attacchi e attentati, i cristiani e gli ebrei sono vittime di discriminazioni, attacchi fisici e verbali, e limitazioni (un po’ come gli ebrei in Germania negli anni 30, forse qualcuno ricorderà). E qualcuno mi viene anche a parlare di musulmani buoni e musulmani cattivi, di islamici estremisti e di islamici che condannano il terrorismo e amano il loro paese? Ditemi, allora, quante volte in questi 5 anni ci sono state manifestazioni nei paesi europei o nei loro paesi d’origine in cui i cosiddetti musulmani moderati abbiano condannato a gran voce il terrorismo islamico e l’ideologia che lo produce? Vi rispondo io: neanche una. Le uniche manifestazioni promosse da islamici che abbia visto in questi 5 anni avevano come leit motive la distruzione di Israele ( con il suo folkloristico corollario di bandiere e pupazzi bruciati, quasi sempre accompagnati dai simpatici militanti del Pdci o di Rifondazione), o la condanna a morte per gli autori delle vignette blasfeme, o lanci di fatwe contro politici occidentali rei di non abbassarsi le braghe di fronte alla cultura di Maometto. La verità è che non c’è un Islam buono e uno cattivo; c’è solo l’Islam, monolitico e granitico com’è, ostile al cambiamento ed a ogni libertà che cozzi con i suoi precetti, una religione che ci ha dichiarato guerra, che ci vuole o morti o convertiti, che usa la violenza per diffondere il suo credo, seguendo l’illustre esempio dei primi islamici che dal 620 hanno diffuso la propria fede a suon di guerre sante in tutto il medio oriente fino ad allora cristiano. C’è ancora chi rinfaccia al Papa ed ai cristiani di oggi le Crociate compiute mille anni fa, e non apre di bocca davanti ai massacri compiuti oggi in nome di Allah dai terroristi islamici. Spero solo che l’Occidente capisca in tempo che il dialogo, il multiculturalismo, la tolleranza, sono tutti concetti che non puoi applicare quando sei in guerra: E noi lo siamo.
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