maurizio's profileL'onniscientePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
|
June 30 Libero..."LIBERO"
Mi domando perché quando vivi aspettando
un giorno passa lentamente come fosse un anno Mi domando perché non sono nato nel 50 Avrei saputo cosa fare io negli anni 70 Mi domando se sei mia oppure fai finta E se alla fine dei fatti essere onesti conta Mi domando se la storia è stata scritta dagli eroi O da qualcuno che pensava solamente ai cazzi suoi Mi domando perché mi fa schifo la mia faccia A volte si e a volte no Perché a volte voglio avere solo quello che non ho Mi domando soltanto perché Gesù Cristo è morto in croce per me Voglio sentirmi libero da questa onda Libero dalla convinzione che la terra è tonda Libero libero davvero non per fare il duro Libero libero dalla paura del futuro Libero perché ognuno è libero di andare Libero da una storia che è finita male E da uomo libero ricominciare Perché la libertà è sacra come il pane E’ sacra come il pane Mi domando perché pensare troppo mi turba E se una volta almeno mio padre ha fumato l’erba Mi domando se avrò un figlio E se mio figlio mi odierà Perché purtroppo si odia Chi troppo amore ci da Mi domando se la mia è una vita felice E so rispondere solo che mi piace Voglio sentirmi libero da questa onda Libero dalla convinzione che la terra è tonda Libero libero davvero non per fare il duro Libero libero dalla paura del futuro Libero perché ognuno è libero di andare Libero da una storia che è finita male E da uomo libero ricominciare Perché la libertà è sacra come il pane E’ sacra come il pane Libero perché ognuno è libero di andare Libero da una storia che è finita male E da uomo libero ricominciare Perché la libertà è sacra come il pane E’ sacra come il pane FABRIZIO MORO June 07 Pagelle M&GE’ ufficialmente finito il terzo anno di Media e Giornalismo, e mi sembra venuto il momento di dare i miei personali voti ai corsi che abbiamo seguito, con interesse ma più spesso con disinteresse, in questi tre anni. Il modello seguito è lo “Ziliani” (gli amanti di Controcampo sanno di che parlo…)
Storia contemporanea- 7,5 Corso affidato al buon Marco Sagrestani, sosia ufficiale di Vasco Rossi, nonché possessore di centinaia di migliaia di cappellini da baseball di varai foggia e natura, fa ben sperare tutti gli studenti del primo anno, ancora ignari dei meandri di idiozia e incompetenza in cui verranno gettati di lì a poco. L’insegnamento è gestito bene, il buon Marco sa rendere la storia contemporanea, già interessante di suo, piacevole e scorrevole, se si esclude il fatto che il semi calvo docente va in fissa per Giolitti. Sagrestani è aiutato dal suo bravo assistente nerd, Massimo, detto anche “Er Pantalone Ascellare” per via del dubbio gusto che contraddistingue il suo modo di vestire. Se si esclude l’esame-farsa, che ha però caratterizzato non pochi esami di Media e Giornalismo, possiamo dire che è stato un buon insegnamento.
SPERANZA
Istituzioni di diritto pubblico- 7+ Il voto susciterà sicuramente indignazione tra le innumerevoli anime in pena che si trascinano questo esame dal primo anno senza riuscire a passarlo. Se Dio perdona, Duccio Maria Traina non ci pensa minimamente, e falcia decine di vite ad ogni appello, manco fosse il Triste Mietitore. Nonostante ciò, e soprattutto per il fatto di averlo sfangato alla prima, lo reputo un buon corso, molto interessante, e soprattutto uno dei pochi che c’entra qualcosa con la triste mansione del giornalista. Il professor “Cacca di Piccione”, com’è stato simpaticamente chiamato da un nostro amico quando ancora era giovane, è molto preparato, nonché elegantissimo, e anche il libro di testo non è male. Da ricordare, poi, aneddoti spassosi sul buon Duccio, come l’umiliazione rifilata ad uno studente che aveva protestato il proprio voto, liquidato causticamente dal principe del foro con un “8 a 1 e a casa”.
GLACIALE
Comunicazione politica- 9 Solo due parole: Marco Tarchi. Esempio di riuscita fusione tra professionalità e irresistibile ironia, il paffuto docente, già in forza all’Msi e ai Verdi, non delude le aspettative dei tanti solleticati dal nome dell’insegnamento, sfoggiando tre mesi di corso memorabili. Si riflette, si pensa, ma soprattutto si ride, col buon Marco che se la prende con qualsiasi essere umano sguazzi in quel maleodorante stagno chiamato politica italiana. “Tarkinetor” ne ha per tutti, da Rutelli (accusato di clintonizzazione) a sempreverde Silvio (lo ha fatto morbido). Il tutto condito con ottimi libri e spiegazioni esaustive, che ci hanno fatto ben comprendere l’importanza della comunicazione in politica. Da ricordare l’accusa, rivolta a Ratatulli, di guardare troppa Tv.. Consigli per gli acquisti.
SHOWMAN
Storia del teatro- 4,5 Dopo qualche corso che faceva ben sperare, si comincia a ridere (ma siamo ancora lontani dalle vette di ilarità raggiunte con le decine di sociologie), e si ride di gusto. A cominciare dai docenti, due simpatiche zitellone, una delle quali ha il non gradevole hobby di gridare al microfono esternazioni come “il tretratroooo…”. Cosa c’entrino satiri dai lungi falli e tragedie greche con Media e Giornalismo, rimane mistero della fede. Oltre alle già citate docenti sgrammaticate, da ricordare uno degli esami più comici a cui abbia mai partecipato, quello si una vera farsa teatrale: trecento persone stipate come bestiame, uno accanto all’altro, nella mitica 0.12, e due, e dico due sole docenti a controllare il tutto. Risultato? Gruppi di studio che si formavano in un clima di collaborazione e stima reciproca, con frenetiche consultazioni e risposte che passavano da un’ala all’altra senza che le due addette al controllo dicessero “Bau”.
MANICOMIO
Storia del Giornalismo- 6+ Strappa la sufficienza il vegliardo ottuagenario Cosimo Beccuti, detto “Er Cobra” per il vizietto di succhiarsi la dentiera emettendo un piacevole fischio mentre parla, nonché amico di Spadolini, con cui condivideva serate al celebre locale anni ’20 “Bellezza in bicicletta”. Un corso che poteva risultare interessante (ah, qualcuno mi spieghi perché questo non è un corso obbligatorio, mentre lo sono “Sociologia del menga” e “Filosofia del belin”), se solo fosse stato gestito meglio. L’aspetto più memorabile dell’insegnamento rimane comunque la modalità d’esame, che consisteva nel rispondere a una domanda a risposta secca, manco fossimo all’Eredità di Carlo Conti. Per farvi capire la difficoltà, la mia fu “Mussolini ha mai diretto un giornale?”. Usai la telefonata a casa , e presi 30.
OPACO
Scienza della politica- 7,5 Finalmente un corso di politica, mi dissi quando iniziò. Si è rivelato un gran bel corso, nonostante il vizio del Baccetti, tipico dei docenti di sinistra, di imporre il proprio credo politico agli studenti. Il buon Carlo, già dell’Empoli, se ne va a scegliere come libro di testo un bel pamphlet polemico con le “Nuove destre” europee, le quali secondo l’autore sono costituite da una manica di barbari razzisti e xenofobi, che si esprimono a grugniti. Rispedendo le accuse alla mittenza del “Comunismo & Cachemire”, la mia opinione sull’insegnamento rimane comunque buona. Da ricordare le frequenti discese del docente microfono-munito in mezzo al pubblico, manco fossimo ad un revival evangelico, e l’aula abbandonata a metà lezione per le frequenti partite di calcetto di Media e Giornalismo.
MISTICO
Sociologia dei processi culturali- 3+ Merita qualche riga in più degli altri questo gioiello di pedagogia, questo modello di educazione chiamato dagli amici (pochi) Soc. Proc. Cult. Con un’orario di lezione da deficienza militante (08-10, di mattina of course), non si inizia bene, ma il peggio, come al solito, deve ancora venire. A presentare il corso, davanti ad una classe di studenti intontita dal sonno, e che perderà col tempo decine e decine di suoi componenti, niente popò di meno che Lui, l’Unto dal Signore. Giovannino Bechelloni, il più prolifico autore di post-fazioni d’Europa (ben seicento all’attivo) si presenta in aula, guarisce storpi e ciechi, e comincia a raccontare la buona novella, coaudiviato da un terzetto niente male: Silvia Pezzoli, Marco “Secco” Bracci, ma soprattutto lui, il piccolo e tenero Riccardo “Hans uomo talpa” Giumelli, che si industriano a dare risposte (mai chieste) a domande (mai poste) come “Come comportarsi in questa società del rischio?” o “Come fare ad adottare uno sguardo cosmopolita?”. Appreso che “comunicare è maledettamente difficile”, e che dobbiamo “agire una svolta comunicativa”, loro devono ancora apprendere come organizzare una sessione d’esami decente, cioè non alla “Papaveri e Paper”, e come scrivere libri nuovi, e non riciclare i vecchi per guadagnarci qualcosa in più.
DISASTRO
Geografia Economico-Politica- 6 Una parola per descriverlo: palloso. Nonostante questo importante punto di partenza, non me la sento di gettare la croce addosso ad un docente che avrà si e no l’età di mia figlia. Marco Tortora fa il proprio dovere, è bravo, sa di sapere e non lo nasconde. Purtroppo non mi piace troppo la materia, e quindi non lo seguo assiduamente, ma è tra i pochi che si salvano. Dettaglio hot: beccato al Salamanca in dolce compagnia. Vai Marchino, sei tutti noi!
SUPERBIA
Storia delle dottrine politiche- 8,5 Un ottimo voto per il corso tenuto dal professor Claudino De Boni, vero dandy tombeur de femme, che non esce di casa senza la classica pipa, il Capitale di Marx sottobraccio, e quel modo di vestire alternativo alla Charlese Baudelaire che piace tanto alle studentesse. Il docente ha stile e autorevolezza, e tratta gli argomenti, già interessanti di per sé, con buonissima proprietà di linguaggio. Amatissimo da chi l’ha frequentatato, è un corso che merita sicuramente di diventare obbligatorio. Da ricordare l’applauso a fine corso, e lo studente modello, ovvero Picchia Picchiarello, che ogni cinque minuti interrompeva con le sue domande in calabrese precedute dal suo caratteristico “Mi scusi professssooooooooreee”.
FASCINO
Sociologia della comunicazione pubblica- 6,5 No, state tranquilli, non si tratta dell’ennesima cattedra affidata a Bechelloni e soci. La materia è affidata a Laura Solito, già moglie di Carlo Sorrentino, principe ereditario di Media e Giornalismo (il re è sempre Lui…). Solito, che alla preparazione accademica unisce un fascino innegabile, ci presenta un corso che ha l’obbiettivo, non centrato, di rendere simpatico quel mostro di burocrazia e spreco di soldi chiamato Pubblica Amministrazione. La realtà è purtroppo ben diversa da quella descritta nei libri di Solito & Co. (fra cui come non ricordare il buon Paolo Mancini, che sembra non faccia altro nella vita che scrivere dannati manuali di sociologia e comunicazione): ancora oggi per ottenere una qualsiasi licenza devi spendere giorni e soldi, e gli enti pubblici rimangono splendidi esempi di disinteresse civico e incompetenza. Da ricordare l’URP, Ufficio Relazioni con il Pubblico, figura tuttora mitologica e mai avvistata dal sottoscritto.
DELUSIONE
Lingua spagnola- 7,5 Che dire: gran parte del voto è dovuto alla splendida professoressa, o profesora come ama essere chiamata, Ana Di Lodovico, venezuelana mozzafiato che ha fatto innamorare perdutamente di sé gran parte dei maschietti di Media e Giornalismo (e anche per questo è odiata da gran parte delle femminucce del suddetto corso). Ah, quante fantasie condivise sulla bella docente! La ragazza è preparata, si presenta grintosa e aggressiva, e tiene in mano un bel corso di grammatica e cultura spagnola. Buona idea anche quella di inserire nella modalità di esame le famose presentazioni dei gruppi in Power Point, cosa che ha reso le lezioni sicuramente più interessanti. Momento clou del corso la prima volta che abbiamo sentito pronunciare dalla Profesora la parola “esdrujula”: molti sospirarono, alcuni le rivolesero frasi bollenti, Tatulli svenne per l’emozione.
CALIENTE
Teorie e tecniche della comunicazione di massa- 7+ Sicuramente il corso con il nome più lungo d’Europa (ben seicento sillabe), il mastodontico insegnamento da nove crediti è affidato in gestione a Carlo Sorrentino, già fratello del regista de “Il Divo” e del portiere dell’Albacete. Il simpatico docente partenopeo porta all’interno del grigio D4 l’allegria tipica della sua terra: ampio spazio al Napoli Calcio (all’epoca in serie B), alla pizza Regina e alla tarantella, manca solo che Carlo si presenti vestito da Pulcinella. Il corso è sicuramente interessante, la comunicazione non è trattata solo come qualcosa di “maledettamente difficile”, ma analizzata nei suoi processi e tecniche. Una gran mole di libri (ben una tonnellata) rende la preparazione per l’esame una delle più difficili, ma anche gratificanti, degli interi tre anni. Da ricordare gli aneddoti familiari raccontati da Sorrentino a lezione (come quelli sui figlio boy scout e calciatore mancato, o quelli sulla moglie Laura, in stile “Casa Vinello”).
SINFONIA
Politica comparata- 8- Fratello di Scienza della politica, il corso di Politica comparata è sicuramente uno tra i più interessanti dei tre anni. Il docente, Mario Caciagli, un paffuto ometto che sembra uscito da “Berlinguer ti voglio bene”, è anche un grande simpaticone. Le sue lezioni sono un mix di battutacce e nozioni sui regionalismi europei. Il buon Mario sembra prediligere, com’è naturale per un uomo, le giovani ragazze carine, che corteggia a lezione con allusioni e provocazioni di varia natura. Grandissimo amico di Carlo Baccetti, con cui condivide, oltre alla fede politica, anche l’amore per la selvaggina (sono stati visti insieme in battute di caccia alla lepre in quel di Empoli), il rubicondo e colorito docente è sicuramente tra i più apprezzati del corso. Celebre il suo grezzo modo di esprimersi, con vocaboli come “Iscozia” e “Isvezia”, fuori moda dal ’62.
RUSPANTE
Cultura e società- 4 Più che un corso, una gabbia di matti. Gli studenti, già traumatizzati da sociologia e filosofia del linguaggio, rimangono sbalorditi. Davanti a loro, Alberto Marradi, un incrocio tra Saruman e Franco Battiato, che con i soldi dei lauti stipendi universitari si è fatto la casa a Ischia. Il corso si basa ( non sto scherzando) su delle storie assolutamente inventate di sana pianta dal buon Marradi, che probabilmente passa le notti, invece che a dormire, a inventarsi racconti inverosimili. Storie dai nomi assurdi e comici, come “Jamaica”, o “Vigile”, o ancora “Gravità” fino al lampo di genio “Carta”, che parlano di situazioni strampalate, come quelle di una mamma che litiga con un vigile perché sostiene il diritto di suo figlio di pisciare in un’aiuola (non sto scherzando 2). Insomma, pare di stare all’ ”Arena” di Massimo Giletti. Le varie storie sono state poi proposte, via telefono, a degli sfortunati concittadini, che dovevano giudicarle sulla base di alcune dimensioni sociali, anch’esse inventate dall’abbronzato docente, da nomi come Res/Dip (responsabilità/dipendenza) o Pas/Att (passività/attività). Insomma, è un vero casino da spiegare, ma se ci si vuole fare una bella risata conviene seguirne qualche ora, o leggere il libro di testo, “Raccontare storie”, una summa di queste interviste, alcune delle quali assolutamente esilaranti.. Marradi è poi coaduviato da due assistenti, più pazze di lui, le “Tatu de noialtri”, una delle quali sicuramente schizofrenica. Ma è l’esame la ciliegina sulla torta: gli studenti vengono fatti accomodare, dopo ore di attesa, in un’aula con la portentosa coppia, e gli vengono fatti sentire dei nastri registrati, di pessima qualità, così che sembra di essere all’interno del film “White Noise”. A quel punto lo studente deve dare la sua versione dei fatti, indovinare la dimensione (sembra un film di fantascienza), e, se è abbastanza fortunato o pazzo da azzeccare la risposta, viene inviato nello stanzino di ricevimento, dove ad attenderlo c’è niente popò di meno che il Marradi in persona. Prima di confermare il voto dato in precedenza dalla coppia di assistenti, il docente sottopone lo studente a quizzoni e domande a trabocchetto di cultura generale, tipo “Qualè il fiume più lungo del mondo”, o “Chi ha inventato l’acqua”. Se si riesce ad assecondarlo, e si resiste al forte desiderio di fuggire via, la ricompensa è, finalmente, un voto dal 27 in su (solo Tonini è riuscito a far di peggio). Che dire: il vero esame è riuscire a non ridere.
GENIO
Sociologia della comunicazione- 3,5
Gli studenti arrivano già mentalmente preparati al secondo atto della saga. Adesso sappiamo cosa ci aspetta, dopo la precedente e terrificante esperienza di un anno prima. Ciò non toglie che al peggio non ci sia mai fine. Accanto al già citato Giumelli e Bechelloni (perennemente assente, manco fosse un parlamentare italiano, per viaggi che lo portano in giro per il mondo a diffondere il verbo, da Palo Alto a Vladivostock), ecco spuntare una nuova stella della sociologia, Felicita Gabellieri. Il corso ripresenta esattamente, o quasi, gli stessi argomenti del corso precendete, ma con nuovi eccezionali libri di testo. Da ricordare il “vaffanculo” rivolto da Bechelloni ad uno studente del corso che aveva osato muovere un appunto alla sostanziale uguaglianza dei due insegnamenti. Insomma, si continua a ridere, ma non si impara nulla.
VENDETTA
Studi strategici- 9 Un vero e proprio mattatore il generale colonnello Luciano “Bombatomica” Bozzo. L’esperto stratega, già protagonista di diversi conflitti tra cui lo Yom Kippur e le due Guerre del Golfo, conflitti in cui si è distinto in audacia e crudeltà, nonché cinque campione europeo di Risiko, scacchi, soldatini, Guardia e ladri, ecc, ammaestra un corso spettacolare e interessantissimo. Un corso non proprio da pacifisti e soci di Emergency, per intenderci: qua si parla di bombe a grappolo, mine antiuomo, piani strategici e conquiste militari. Bozzo gestisce il corso con bravura e irresistibile simpatia, arricchendo l’insegnamento con battute al vetriolo e appunti sull’attualità politica. Da ricordare lo sterminio dell’ultima fila, rea di fare confusione, compiuto dal docente con uso di gas nervino e cluster-bomb, e l’invasione dell’aula accanto, il cui suolo è ricco di petrolio, con l’accusa di fabbricare armi di distruzione di massa (dove l’ho già sentita?).
FAMELICO
Filosofia del linguaggio- 3,5 Sicuramente una tra le materie più pallose e inutili del globo terracqueo, filosofia del linguaggio, come tutte le filosofie, si presenta come un’immensa e immotivata masturbazione psichica (conosciuta anche come sega mentale) sui significati e usi del linguaggio. Sembra che sia nata come tentativo di filosofeggiare, cosa già alquanto inutile, su problemi inesistenti e assolutamente fuori dal mondo, come la distinzione tra significato e significante o la nozione di nome. Roba da far accapponare la pelle a chiunque, ma non a Wittgenstein e soci, che ci hanno lasciato come preziosa eredità tomi e tomi delle loro dannate riflessioni sull’uso dei vocaboli. E non è tutto: quando la filosofia si unisce all’alcolismo da alla luce a Desideri, il reggente di questo insegnamento. Il docente si presenta alla brulicante aula (ma si svuoterà presto) sciatto nel vestire, con la barba di tre giorni e un alito all’essenza di vodka e ilang ilang. Tratto caratteristico di Desideri il parlare strascicando vocaboli incomprensibili e tenendo gli occhi chiusi.. Immediatamente inquadrato dai bulletti del corso, le sue lezioni verranno presto interrotte e disturbate da miagolii, urla, singolari espressioni lessicali, senza che il barbuto insegnante dia segno di accorgersene, se non sollevando le palpebre di tanto in tanto. Un uomo un mito. Da ricordare la storica ultima sessione di esami scritta, alle quali ho avuto l’onore e la fortuna di partecipare, in cui decine di studenti, stipati in un’aula da venti posti, si sono cimentati nella non difficile opera di scopiazzamento da bigliettini e appunti vari, senza che il sonnolento docente se ne accorgesse. Geniale la trovata di Caldana, mitologico membro di Media e Giornalismo, che per distrarre il docente durante le due ore del compito, comprò appositamente per l’occasione, e con i propri risparmi, una copia del Corriere della Sera, nella cui lettura Desideri si perse senza prestare attenzione all’ignobile masterizzazione culturale che stava avvenendo nell’aula. Un atto di eroismo, quello di Caldana, che non è stato dimenticato: a lui il presidente Napolitano conferirà la croce d’oro al valor civile.
ASTRUSO
Comunicazione nel sistema politico-istituzionale- 7,5 Questo originale mix di diritto pubblico, comunicazione politica e teorie della comunicazione sembra fatto apposta per essere dato in gestione a Claudino De Cesare, piccolo e satiresco docente, già segretario della Camera dei Deputati negli anni 90. Nulla da dire sulla materia, molto interessante anche se propone, quasi totalmente, nozioni e temi già affrontati in corsi precendenti. Qualcosa da dire su De Cesare invece c’è: il preparatissimo principe del foro ha lo strano disturbo, non degno sicuramente del re del Galateo, di digerire i propri pasti durante le lezioni, emettendo piccoli sbuffi d’aria pestilenziale che gli hanno fatto guadagnare il non simpatico appellativo di “Geyser”. Sicuramente collegata alla patologia ivi descritta, altra peculiarità del soggetto è quella di cambiare totalmente tono e timbro vocale da un secondo all’altro, manco fossimo ad uno spettacolo di ventriloquia. Dalla voce normale, simile a quella di un Topo Gigio del Salento si passa ad un vocione impostato alla Elvis Presley: fenomeno inspiegabile.
TRASFORMISTA
Letterature Anglo-americane- 8
Corso non da tutti amato, quello di “Carlitos” Moschini, soprattutto non amato dai comunisti bolscevichi che affollano Media e Giornalismo, ancora arrabbiati con l’America perché ha vinto la Guerra Fredda contro l’Urss. Personalmente, a me è piaciuto. La tematica è interessante e nuova, c’è una linearità e una coerenza in tutto il corso, e le lezioni sono utili a comprendere appieno un libro di testo già chiaro e interessante di suo. E’ un po’ più chiaro sicuramente il motivo che spinge gli Usa ad invadere mezzo mondo un giorno sì e l’altro pure, cioè l’idea di essere depositari di una missione affidatagli da Dio in persona (anzi in persone, dato che sono tre). C’è da discuterne, e Moschini lo fa sicuramente con preparazione e bravura
PATRIOTA
Informatica- 6
Strappa la sufficienza Alessandro Trojani, noto hacker cecinese, che nel 68 si rese famoso nel mondo per aver violato, insieme al suo compagno di stanza al college “A. Pigafetta” di Rosignano Solvay, Giulio Tonini, il sistema di sicurezza della Microsoft. Condannato a dieci anni per frode informatica, ne è uscito pulito e soprattutto docente all’Università di Firenze. Sicuramente non amante del buon gusto nel vestirsi (ancora provocano tremiti e sudore freddo certi accostamenti di camicie cachi con pantaloni bordeaux e cravatte blu a pois), il paffuto docente non è nemmeno un mostro della comicità: ancora si ricordano certe battute come “la Rom potremmo anche chiamarla Gipsy memory” o “il virus Trojan l’ho inventato io”, che causarono fughe bibliche dall’aula. Trojani è anche l’autore dell’unico libro di testo, un malloppone difficile da digerire sul magico mondo dei Pc e dei sistemi di rete. Alla fine della fiera il corso non è malaccio, anche se non si conoscono ancora le ragioni delle odiate esercitazioni partorite dalla cyber-mente del docente, tra le quali come non ricordare quella di Excel, causa di notti insonni in compagnia di Corrado Gambacciani, lasciato dal sottoscritto alle due di notte nel delirio più totale a parlare con uno schermo. L’esame alla fine si è rivelato facile, e c’è chi ancora deve pagare una cena per un trenta e lode non previsto. Alla fine del corso, il brav’uomo se n’è volato in America per una bella vacanza studio con studentesse accomodanti
STRAMBO
Filosofia dell’educazione 6,5
Dopo aver totalmente rinunciato a capire le ragioni per cui corsi assolutamente fuori luogo fanno parte di Media e Giornalismo, gli studenti sono entrati in una sorta di rassegnazione filosofica che porta alla conclusione di non farsi troppe domande, e di prendere ciò che il buon Dio manda su questa terra. Eccovi quindi questa nuova versione di filosofia, affidata a un pezzo grosso della pedagogia mondiale, Franco Cambi, chiamato Adolf per la somiglianza sconcertante con il celebre filantropo tedesco. Un vero e proprio pozzo di scienza, l’efebico docente parla sei lingue, conosce nozioni di qualsiasi argomento e inserisce citazioni ed espressioni in idiomi sconosciuti nei suoi forbiti e colti discorsi. Da ricordare il tono della voce similare a quello di Ignazio La Russa, Il corso, nonostante non c’entri nulla con ciò che dovremmo sapere, è interessante, ben spiegato e propone nozioni e temi abbastanza nuovi. Dopo un primo modulo basato sul libro di testo scritto dallo stesso docente (libro che ci ha fatto ben comprendere come al peggio non ci sia mai fine, ricco di periodi interminabili e parole assurde e incomprensibili), il secondo è incentrato sul concetto di cura di sé, concetto alquanto ondivago e generico. Trai libri di testo, come non ricordare la celebre opera di Michel Focault, un saggio a luci rosse sulla bellezza di scopare, ma anche sui pericoli che tale attività può nascondere. Il testo propone interessanti consigli sull’attività sessuale, come quali alimenti scegliere di mangiare prima di una notte di passione, o in che periodo scegliere di procreare per evitare di avere figli sbilenchi. Insomma, alla fine il corso si salva in corner
SACCENZA
Estetica- 4
Vedi filosofia del linguaggio. Un altro corso nelle tremolanti mani di Fabrizio Desideri, vecchia conoscenza di Media e Giornalismo. L’insegnamento si differenzia dal non rimpianto Filosofia del linguaggio solo per la presenza della vivace assistente del buon Fabrizio, un bel donnino dal sorriso non proprio smagliante e che ama vestirsi con indumenti, appartenenti a trisavole, trovati in soffitta, e che amava scrivere poesie per fortuna mai pubblicate. Un corso da me seguito per circa due lezioni, prima che la mia coscienza e professionalità mi spingessero a non mettere mai più piede in quell’aula.
NAFTALINA
Inglese- 4
Insieme all’Aids e alla guerra nucleare, è uno tra i fenomeni più temibili del nostro pianeta. L’Onu lo ha incluso tra le organizzazioni terroristiche. Bush gli ha dichiarato guerra, e l’ha persa. Intere schiere di individui, che variano dai 21 ai 65 anni, tentano ad ogni appello di superare questo mastodontico esame, che più che un esame è un’autentica condanna a morte. A volte qualcuno ce la fa, magari per una Sua disattenzione, ma lo sforzo profuso per compiere l’impresa si rivela quasi sempre fatale, e il poveretto muore dopo pochi minuti. Nella maggior parte dei casi, l’esame si conclude al momento di mettersi a sedere: da quel primo e fatidico “Good morning teacher”, Lei capisce chi ha di fronte, e spesso è una persona non meritevole di vivere. Lei è naturalmente G.S.M. (il nome per intero non si pronuncia mai, è bestemmia, è maledizione, è sventura su te e la tua casata…), temibilissima vegliarda, dagli infiniti e malefici poteri, simpatica come l’11 settembre, gradevole come la sabbia nel letto. Dai tempi dei tempi questa oscura presenza, compagna di scuola di Sauron ed Enzo Mirigliani, perseguita generazioni di italiani che si rifiutano di parlare l’odioso idioma d’Oltremanica. Viene citata nell’Antico Testamento e nel Corano con i nomi di Avversario, Belzebù e Oscura Nemesi. Testimonianze giunte fino a noi dal Medioevo parlano di vani tentativi di ucciderla. Leggenda vuole che chi la guardi negli occhi diventi di sale, Medusa gli fa una sega. Non si alimenta con cibo normale, Ella si nutre del terrore dei suoi studenti. Si sposta a bordo di un velocipede anni ’20. Si frequenta con Ares, Dio greco della guerra. Età? Imprecisata. Le voci più credibili parlano di almeno 2000 anni portati benissimo. Di pensione manco a parlarne. Ho avuto la sventura di vederla da vicino: ricorda terribilmente la vecchietta di “Tutti pazzi per Mary”. Stessa abbronzatura, stesso cerone, stessi capelli, stesse rughe. Finta da capo a piedi. Il corso è una sciagura. Come se non bastasse il non sapere l’inglese, esso è basato sugli articoli dedicati a quel mattacchione e ladro di cavalli di un Garibaldi. Penso che nella speciale classifica delle cose di cui me ne fotte meno, esso si posizioni al secondo posto, preceduto solo da Amici di Maria de Filippi. Ottocentonovanta pagine fitte di articoli scritti in inglese arcaico che parlano del buon Giuseppe, vecchia fiamma, fra l’altro, della docente. Che dire: non penso che lo passerò mai. Ma ecco: per quel giorno fatidico, in cui finalmente comparirà il tanto atteso voto sul libretto, voglio che i miei figli e nipoti siano lì, intorno a me. Non chiedo altro, poi potrò lasciare questo mondo.
ECATOMBE
Prova di lingua spagnola- N.P.
June 02 Ciao nonna"Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio,
nessun tormento le toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero; la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza è piena di immortalità. Per una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé: li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno; come scintille nella stoppia, correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro. Quanti confidano in lui comprenderanno la verità; coloro che gli sono fedeli vivranno presso di lui nell'amore, perché grazia e misericordia sono riservate ai suoi eletti". Libro della Sapienza 3:1- 3:9
|
|
|