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June 17 Con me non ci parli mai...Dedicata a tutti quelli che non riescono a trasmettere quello che pensano o provano...e si tengono tutto dentro...una bellissima canzone di NESLI..
-Con me non ci parli mai-
Sembra strano, sembra essere umano a volte le persone non sanno dirsi ti amo, il massimo che sanno fare è stringerti la mano andarsene e girarsi solo quando sei lontano. Esistono e quelle persone le chiamo di ghiaccio vorrebbero fare, dire ma non ne hanno il coraggio, promettono di cambiare ogni volta che arriva Maggio, di partire insieme e finalmente far quel viaggio. Quello che sembra semplice in realtà non è, quante volte ci hai provato, è stato più forte di te. Ti sei fermato, non sei riuscito a di più niente e le parole, il vuoto più totale in mente e come è strano che ti accada con chi sti sta vicino, con tuo padre, tuo fratello o magari tuo cugino, vorresti dirgli ti voglio bene per me sei il primo, vorresti farlo ma non lo fai perchè sei un uomo. Rit: Tu con me, tu con me non ci parli mai Io non perchè ma non ti parlo da un po' se ti guardo in faccia non so dirti ciò che sento, so che non avrò a disposizione tutto il tempo, ma ogni volta mi sembra di perdere il momento e non posso farci niente, resto qui in silenzio mentre penso e mi dico tutto questo non ha senso. E' pieno di rimorsi in media ogni italiano, li eredita in famiglia e ci medita sul divano. Io sono di ghiaccio e per questo non lo faccio, non dico mai ti amo poi mi sciolgo al primo raggio di sole, il guaio è che non trovo le parole col nodo nella gola e i battiti del cuore a mille, c'è troppo calore senti bruciare la tua pelle, davanti l'orizzonte sopra di te le stelle. In testa abbiamo lo stesso ideale ma non riusciamo a dirlo per paura di farci male. Rit Se ogni cosa non va, se ogni cosa non va, si perde tutto con estrema rapidità dimmi come si fa, dimmi come si fa a vivere la vita senza mediocrità, responsabilità, è una brutta realtà, imparo come si sta ti voglio bene Mà, vorrei dirti un milione di cose la verità, ridarti quello che mi hai dato almeno metà. In una vita non basta ma ogni parola resta, per questo mi odio quando non dico ciò che ho in testa. Quello che ho nel cuore vorrei gridarlo al mondo, vorei dire a lei ciò che sento dal profondo e più non lo faccio e più sprofondo, più tocco il fondo più non rispondo, tu con me non ci parli neanche per un secondo. Nesli June 05 La strage di Bologna: una verità da rifare?Le stragi avvenute in Italia negli anni tra il 68 e l'80 sono sicuramente uno dei capitoli più oscuri della nostra storia; a partire da Piazza Fontana (il cui processo si è chiuso ultimamente senza colpevoli), passando per le stragi sui treni neofasciste, fino ad Ustica, sono tanti i casi in cui i dubbi sono molto più numerosi delle certezze. C'è però una strage che impunita non è rimasta: sto parlando della bomba alla stazione di Bologna del 2 agosto dell'80. Una bomba che ha provocato il crollo del soffitto della stazione, e che ha ucciso come mai una strage in Italia è riuscita a uccidere: 85 morti, 200 feriti, migliaia di vite cambiate per sempre, un paese per l'ennesima volta paralizzato dalla paura. Le indagini, guidate dal magistrato Libero Mancuso, si concentrano quasi subito sulla ricca galassia del neofascismo insurrezionale, di cui i Nar, Nuclei Armati Rivoluzionari, costituiscono la punta di diamante; questo perchè tutte le precedenti stragi italiane, ad eccezione di poche, sono imputate al terrorismo nero. Sembra logico quindi accusare i neofascisti anche di questa strage. In cella finiscono quasi subito Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, baby-capi (all'epoca hanno 20 anni) dei NAR, e successivamente il diciassettenne Luigi Ciavardini, come esecutori materiali della strage, per essere poi successivamente condannati a 7 ergastoli ciascuno. La sentenza viene, nei successivi vent'anni, confermata dai vari gradi di giudizio, compresa la Cassazione. A parte il fatto che i mandanti dell'attentato non sono mai stati trovati (e forse cercati abbastanza profondamente), l'intera vicenda giudiziaria è decisamente confusa e piena di lacune. L'intero processo a carico dei tre imputati, che sicuramente non sono stinchi di santo (responsabili di numerosi omicidi politici nel decennio dei 70), si regge su una sola testimonianza, quella di un neofascista legato ad ambienti criminali romani, Sarti. Una testimonianza assolutamente non attendibile, perchè cambiata nel corso degli anni più volte, non confermata da prove evidenti e reali, e il cui autore, appunto Sarti, risulta non essere credibbile nemmeno agli occhi dei suoi familiari (ultimo il figlio, che recentemente ha dichiarato: "mio padre su Bologna ha sempre detto il falso"). Una testimonianza preziosa, quella di Sarti, perchè è servita a sbattere in carcere i tre criminali, e che è stata pagata profumatamente in termini di libertà: lo stesso Sarti, indagato e condannato per la strage, è uscito di prigione per un fantomatico tumore, risultato non veritiero, per non tornarci più e vivere libero gli ultimi 20 anni della sua vita. Mambro e Fioravanti, inoltre, hanno sempre confermato tutti i crimini che gli sono stati contestati, meno che la responsabilità della strage. Hanno confessato assassinii e violenze, ma mai la paternità della bomba. Ma se non sono stati loro, chi è responsabile? Ed è qua che entra in scena la pista palestinese, una pista mai presa davvero sul serio. E sspunta un accordo, che i servizi italiani avrebbero realizzato con gli uomini dell'FALP, il fronte armato per la liberazione della palestina, secondo il quale, in cambio dell'immunità da qualsiasi attentato per il nostro paese, si prometteva agli uomini di Araafat la completa mano libera nel traffico di armi nel nostro paese. La rottura di questo accordo, con l'arresto di un esponente palestinese in Italia e il sequestro di numerosi missili, avrebbe provocato la reazione violenta del Fronte Armato: appunto la strage a Bologna, realizzata con un tipo di esplosivo per l'appunto già utilizzato dai palestinesi. La pista palestinese sarebbe poi resa credibile dalla presenza, nei giorni intorni al 2 agosto,a Bologna, di terroristi tedeschi legati a Carlos, il celebre super terrorista palestinese. Una strada, quella della vendetta del FALP, mai presa sul serio dalla magistratura, che ha preferito tirare a chiudere in fretta l'indagine sbattendo in cella i tre neofascisti; una strada avversata dalla superpoliticizzata Associazione vittime della strage di Bologna, guidata da Bolognesi, che preferisce, com'è umanamente comprensibile, avere dei possibili colpevoli in cella, piuttosto che non averne proprio. Ma questo non fa certo bene alla memoria di tutti i morti di Bologna; non si tratta di sovvertire il verdetto della sentenza, per squallida opportunità politica, ma di sondare tutte le strade possibili; ora come ora questo verdetto è contestato non solo dai tre imputati: si è creato uno schieramento, che va da destra a sinistra, il quale chiede che si faccia davvero luce, con prove certe e testimonianze attendibili, su una delle pagine più brutte della storia italiana. |
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