maurizio's profileL'onniscientePhotosBlogListsMore Tools Help

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    April 24

    FOTO DI GRUPPO

    Pensavo all'amicizia. Assomiglia a una foto di gruppo, una di quelle foto ricordo che si fanno all'inizio o alla fine dell'anno scolastico alle medie o all'elementari. La vita è come una di quelle foto, in cui l'unico a restare fisso sei te, mentre i compagni intorno cambiano facce. Alcuni scompaiono per sempre, altri resistono e ti sono accanto, altri ancora ricompaiono dopo anni di penombra, altri che invece credevi eterni, ti voltano le spalle e non li rivedi più. In tanti anni ho sempre creduto di riuscire a capire quali fossero le facce, quali i visi delle persone che ti saranno accanto sempre, e ho capito che è impossibile saperlo; a volte rimani sorpreso positivamente da un'amicizia che si rivela più forte di tutto, più duratura del previsto, altre volte invece resti amareggiato da persone che credevi amiche, e invece magari ti usavano, per poi abbandonarti quando non era più necessaria la tua presenza. Tanti sono scomparsi dalla mia foto di gruppo: molti per la fine di un percorso comune, come la scuola, alcuni per incomprensioni che hanno incrinato l'amicizia, altri scomparsi seguendo una donna o il lavoro. Tanti altri hanno preso il loro posto, ma in questa foto di gruppo rimane la sagoma vuota di quelli che non ci sono più. Puoi conoscere altre migliaia di persone, ma il ricordo del loro contributo alla tua esistenza non si cancella. Prima ci rimanevo male, quando ad esempio gli ex compagni di scuola, piano piano, non si facevano più sentire. Non capivo perchè dovesse succedere questo, perchè l'amicizia fosse condannata alla precarietà. Poi ho capito. Ho capito che l'amicizia è in se stessa precaria, mai sicura ne tantomeno eterna. Gli amici rimasti dall'infanzia si contano sulle dita di una mano, e non sono certo quelli che sento o rivedo più spesso. Quella foto di gruppo non rimarrà mai uguale a sè stessa, perchè il tempo cambia le persone e gli eventi. Per questo ho incominciato a diffidare di chi si dichiara amico per sempre, chi fa grandi progetti futuri con te e su di te, chi sembra il più vicino, perchè è proprio da questo tipo di persone, e mi dispiace ammetterlo, che si prendono le inculate più dolorose. I miei amici migliori sono rimasti quelli che non hanno mai fatto grandi promesse, che vivevano l'amicizia giorno per giorno senza progettare niente. Ho cominciato a non aspettarmi più il meglio dalle persone, ma a prendere quello che erano disposte a darmi, anche se il mio ideale di amicizia è un altro, è la condivisione di grossa parte della vita; sarò un romantico o un idealista, ma resta la convinzione, molto in profondità, che i veri amici ci sono, basta sceglierli bene. Per chi invece decide di abbandonarti, di non comparire più nelle tue foto, la cosa migliore è l'indifferenza più completa.
    April 10

    Bilancio-sfogo di uno studente universitario...

    Sono ormai arrivato a metà del mio corso di studi. Sto terminando il secondo anno di Media e Giornalismo. Tra un annetto dovrei laurearmi, se tutto va bene. Ho dato 14 esami, e ho una media del 28,5. Dovrei quindi essere felice da questo punto di vista. Invece no. Sono incazzato e deluso. Sono abbastanza avanti nel percorso di studi per poter dare un giudizio sul mio corso e, in generale, sull'università. Ed è un giudizio estremamente negativo. Sono arrivato all'università pieno di speranze, di illusioni, di voglia di fare; venivo da 5 anni buttati via all'Istituto d'Arte (parlo naturalmente delle attività, non delle persone conosciute), in cui non avevo imparato niente, e che niente mi aveva lasciato dal punto di vista delle conoscienze tecniche, della preparazione al lavoro, ecc, sicuramente anche per colpa mia, per colpa della svogliatezza con cui ho frequentato la scuola (cosa che non mi ha impedito di diplomarmi con 86). Ho rimpianto tanto di non aver fatto il Liceo Classico, ma ormai era andata. Avevo quindi riposto mille speranze nell'università, in Media e Giornalismo. Ora, col senno di poi, posso ben dire di aver preso un altro abbaglio. Questo corso fa letteralmente schifo. Mi fa schifo la maggior parte delle materie che ci fanno studiare, mi fa schifo la mancanza totale di meritocrazia, mi fa schifo l'incoerenza che regna sovrana nell'università, mi fa schifo la mancanza totale di possibilità future. Credevo di trovare un ambiente maturo, e invece mi sono risvegliato alle medie, con la solita gente che copia, i soliti bravi che ci rimettono, il solito appiattimento di giudizio del cazzo che tanto ho odiato e odio, la solita noncuranza e idiozia di professori che se ne fregano e pensano solo alla loro lauta parcella da incassare a fine mese. L'Università, per come l'ho trovata io, non è altro che una scuola superiore molto più caotica e inefficiente. In due anni le materie che mi sono piaciute si contano sulle dita di una mano sola, e le ho scelte tutte io: tutti corsi facoltativi, che ho deciso io di seguire e di frequentare. Per il resto, una marea di cazzate, delle vere e proprie sciempiaggini, che non servono a niente nella vita, ne a trovare lavoro, nè a vivere meglio. Poca politica, poca storia, tanta sociologia, tanti corsi idioti e stupidi obbligatori come storia del teatro o filosofia del linguaggio. Professori veri e propri buffoni, inetti, impreparati, naturalmente messi a capo di corsi obbligatori da sei o da nove crediti. Professori capaci e bravi imprigionati in facoltativi inutili. Le solite cose fatte all'italiana. E naturalmente la cosa più grave: si leggono tanti libri, si apprende pochissimo. Esami farsa, col 30 politico dato a tutti; Esami burla, dove si può copiare, cospargersi di bigliettini, tenere il libro aperto sulle gambe, senza che il professorone di turno, quando e se se ne accorge, dica o faccia niente:chiude gli occhi, come al solito, come si fa in Italia; esami-non esami, in cui basta studiare pochissimo o non studiare affatto, per passare con voti alti, altissimi, voti per cui in altri corsi si deve sudare decine di notti sui libri. E così, in questo bailamme di scopiazzii, di bigliettini, di 30 politici, i pochi che ci rimettono sono, come al solito, come si fa in Italia, i soliti idioti (tra cui mi ci metto orgogliosamente anch'io) che studiano anche se sanno che non serve, che riescono a vedere al di là del proprio naso e pensano che si studia non solo per passare un fottutissimo esame, ma per apprender qualcosa; i soliti idioti che devono assistere muti e composti a questo scempio dell'istruzione, a questa morte della cultura. I soliti idioti che vedranno i loro sforzi premiati con voti uguali ai copiatori e fancazzisti di mestiere. I soliti idioti che, usciti con una laurea da qua, si troveranno a friggere patatine o a lavorare in fabbrica, mentre i soliti figli di papà, odiosi e viziati, vengono premiati dal babbo potente di turno con un lavoro che probabilmnete non si meritano, solo perchè sono i soliti figli dei soliti papà. Come al solito,come si fa in Italia. Così, al posto delle cose lette, e studiate, e già dimenticate, al posto della stima per professori che non la meritano, al posto di tutto questo,resta, come dicevo, una grande amarezza e una grande rabbia. E con questa amarezza, con questa rabbia, continuerò a frequentare sti corsi per il poco tempo che mi manca, ad affollare quelle aule piene di gente che non sa cosa ci fa, a ridere (si, ridere) di professori-pagliacci, ma dentro a provare un senso di colpa, per i soldi che i tuoi genitori versano ogni anno nelle tasche di questi mafiosi clown e per il tempo speso inutilmente, posticipando un anonimo lavoro che riusciremo solo a ritardare di qualche anno, ma che prima o poi arriverà. E a chi dice che nelle università si formano le elitè e le classi dirigenti del futuro, che le aule delle facoltà sono luoghi di cultura, e a tutti i quaraquaquà che con la loro opera alimentano questa università di merda,e favoriscono la nascita e il nutrimento di un esercito di "comunicatori" disoccupati,mi viene da rispondere solo una cosa, come al solito, come si fa in Italia: VAFFANCULO!!!
    April 05

    Il mio segno...

    SEGNO ZODIACALE CANCRO

     segni zodiacali: le caratteristiche

    Cancro Periodo: dal 21 giugno al 22 luglio
    Elemento: Acqua
    Pianeta dominante: Luna
    Motto: io domino

    Languido, cangiante come l'astro della notte che lo governa, ha più di un volto. L'immaginazione fervida, l'inclinazione al sentimentalismo e al romanticismo, la fragilità, lasciano il campo a una granitica solidità, quando si presentano difficoltà da affrontare. Sa essere "lunatico" e capriccioso, spiccio e coraggioso. Molto legato alla famiglia d'origine, alla casa, conserva i valori del passato per rielaborarli nella costruzione del presente e del futuro, con atteggiamento ottimista. È fondamentalmente buono e disponibile, ma, per difesa, è in grado di sfoderare una notevole aggressività. Ha ambizione, capacità diplomatica, intuizione quasi medianica.

    In amore è sfuggente, ma intanto chiede attenzioni continue; è "presente" o "assente", a suo piacimento. A lui non bisogna negare affetto di tipo materno; in lei, occorre tollerare i capricci.

    Nel lavoro ci tiene a mostrare, e a sottolineare, quanto è bravo. È scrupoloso, puntiglioso, riesce ad affermarsi sgomitando quel tanto che occorre, ma senza far male agli altri. Ha bisogno di stimoli mentali, nella routine, soffoca.

    PER VEDERE IL TUO http://oroscopo.alice.it/segni/

     

     

    April 02

    Quando tocca a te

    Per il ciclo "canzoni che ti descrivono", è il turno di una dei testi più belli scritti mai dal mitico Luciano...un testo che mi rappresenta molto bene, che sento particolarmente mio, che ti dà l'impressione che l'autore l'abbia scritto pensando alla tua vita...
     
    "Per ogni giorno caduto dal cielo
    e capitato bene o male a terra
    con la tua guerra che non c'è chi perde
    nè però chi vince
    Per ogni amore sbagliato d'un pelo
    oppure perso giocandolo a morra
    o atteso in coda col tuo numerino
    e sei il solo a non spingere
    Per ogni ora passata in campo
    e non ti sporchi neanche la maglietta
    Ci vuol sudore e un minimo di cuore
    se non vuoi lo zero a zero
    per ogni passo strisciato, stanco
    e, nel frattempo, tutto il resto è fretta
    e la scelta è o resti fuori
    o corri per davvero
    C'è chi corre e chi fa correre
    e c'è chi non lo sa
    io so solo che, io so solo che
    Quando tocca a te
    quando tocca a te
    quando tocca a te
    tocca a te
    Per ogni schiaffo avuto e da avere
    e non ti restano più guance da offrire
    e quella mano sempre troppo uguale
    che non sai evitare
    Per ogni storia andata a finire
    nel modo che fa sempre sbadigliare
    e in questa festa sei nell'angolino
    e non vuoi disturbare
    c'è chi sceglie e chi fa scegliere
    e c'è chi non lo sa
    io so solo che, io so solo che
    Quando tocca a te
    quando tocca a te
    quando tocca a te
    tocca a te
    Quando tocca a te
    quando tocca a te
    quando tocca a te
    tocca a te"
                                         Luciano Ligabue