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February 25 Il giorno di dolore che uno ha....Quando tutte le parole sai che non ti servon più
quando sudi il tuo coraggio per non startene laggiù quando tiri in mezzo Dio o il destino o chissà che che nessuno se lo spiega perché sia successo a te quando tira un pò di vento che ci si rialza un pò e la vita è un pò più forte del tuo dirle "grazie no" quando sembra tutto fermo la tua ruota girerà. Sopra il giorno di dolore che uno ha. Tu tu tu tu tu tu... Quando indietro non si torna quando l'hai capito che che la vita non è giusta come la vorresti te quando farsi una ragione vora dire vivere te l'han detto tutti quanti che per loro è facile quando batte un pò di sole dove ci contavi un pò e la vita è un pò più forte del tuo dirle "ancora no" quando la ferita brucia la tua pelle si farà. Sopra il giorno di dolore che uno ha. Tu tu tu tu tu tu tu tu tu... Quando il cuore senza un pezzo il suo ritmo prenderà quando l'aria che fa il giro i tuoi polmoni beccherà quando questa merda intorno sempre merda resterà riconoscerai l'odore perché questa è la realtà quando la tua sveglia suona e tu ti chiederai che or'è che la vita è sempre forte molto più che facile quando sposti appena il piede lì il tuo tempo crescerà Soprail giorno di dolore che uno ha Tu tu tu tu tu tu tu tu tu... Ligabue Una fine annunciataIl governo Prodi è morto da poche ore e già parte la caccia al colpevole, al killer o ai killer di turno. Trovo opportuno fare alcune osservazioni sul grado di bassezza a cui è arrivata la politica italiana, e, in questo caso, il centrosinistra. Dopo aver difeso, giustamente, il diritto dei senatori a vita (che ricordo, non sono eletti, nè hanno vincoli di mandato o di partito ma rispondono solo alla propria coscienza) di votare e anche di dare un contributo decisivo in termini di voti al governo, la sinistra si copre critica e severa nei confronti di tre senatori a vita (cossiga, Andreotti e Pininfarina) rei di essersi astenuti o di aver votato contro alla mozione presentata da Baffino: che ipocrisia gigantesca! Per mesi il governo del professor Mortadella è stato tenuto in vita dagli ottagenuari dinosauri della politica, e adesso che decidono, legittimamente, di astenersi diventano i capri espriatori. Il linciaggio nei coinfronti degli anziani senaatori è partito, come consuetudine, dall'estrema sinistra e dai suoi organi di stampa, così accecati dalla loro obsoleta ideologia e dal loro complesso di superiorità e di vittimismo da non riuscire a riconoscere mai i propri errori, che si tratti di una votazione al Senato o del massacro di milioni di persone. Ritengo opportuno rendervi partecipe del complotto immaginato da questi simpatici gaglioffi: secondo Rifondazione, Comunisti Italiani, Verdi e l'intero ridicolo circo dell' Estrema, la cospirazione avrebbe tre mandanti e tre esecutori: Andreotti per il Vaticano, Pininfarina per la Confindustria e Cossiga per gli Usa...Eh si, il solito ridicolo e stravecchio complotto dei poteri forti contro la classe operaia...sapete, ce li vedo proprio Bush, Ratzinger e Luca Cordero di Montezemolo in riunione in qualche castello a ordire trame e tranelli per far cadere il pericoloso governo Prodi, così pericoloso da minaccciare la grande industria, la più grande democrazia del mondo e la Chiesa...il governo Prodi, diviso e inefficinete com'è (dovrei dire come è stato), non fa paura a una mosca, figurarsi a questi tre colossi. L'Unione al governo era così debole che per farla cadere sarebbe bastata la pressione del Quartiere 5 di Firenze, altro che poteri forti...Invece di inventare sciempiaggini e idiozie proprie della loro idelogia, la sinistra farebbe bene a interrogarsi sui propri errori di fondo: e qui arriva il caso Turigliatto-Rossi. Sembrerà strano, ma io li difendo; per quanto sia lontana anni luce la mia concezione della poltica e della società dalla loro, mi sento di solidalizzare con i due dissidenti, che hanno dimostrato una coerenza e un rispetto della prorpia coscienza che in politica non sempre sono premiate. I due si sono sempre dichiarati contrari a una politica estera basata sull'alleanza con gli Usa, e sul rifiuto della guerra e delle missioni militari; i loro stessi partiti, Rifondazione e Comunisti Italiani, per anni ci hanno stracciato le palle con il loro pacifismo "senza-se-e-senza-ma" da quattro soldi, urlandolo ogni volta che andavano a perdere tempo a manifestare in piazza o in ogni altra buona occasione. Si sono accanitamente eretti a difensori della pace e dei più deboli contro l'imperialismo degli Usa, hanno berciato i loro penosi sslogan contro tutte le missioni militari, compresa quella in Afghanistan, e adesso, al momento del voto, dopo neanche una settimana dalla ridicola e radicale manifestazione di Vicenza, che fanno? Chinano il capo e votano a favore di una politica estera, presentata dal baffino nazionale, di chiara continuità con la politica estera berlusconiana e di nitido stampo filoamericano...Ohiboh, verrebbe da esclamare: dov'è finito tutto il loro fottuto finto pacifismo, illoro dannato antiamericanismo? sotterrato sotto la disciplina di coalizione, l'assoluto risspetto verso il dovere di partito ( imparato da Stalin e altri). Come a dire: "ragazzi, scusate, le manifestazioni e i berci da strada sono una cosa, la politca vera è altro"; dopo essersi e aver aizzato le folle no global, si tenta di spengere l'incendio buttandoci sopra un pò di realpolitik...Ma qualcosa va storto: i compagni Rossi e Turigliatto non ci stanno a vendere la prorpia dignità, e si rifiutano, com'è legittimo, di votare, o addirittura, votano contro. Risultato? Insulti come "stronzo", "traditore", "fascista", "figlio di puttana", e l'espulsione dal Pcus...alla faccia della democrazia interna e della libertà di pensiero. Invece di addossare la colpa a senatori a vita o coerenti con le proprie idee, per quanto sbagliate, l'Unione dovrebbe ragionare sui veri motivi per cui è caduta: sul fatto che non ha una politica estera decente e comune, sull'avere al proprio interno partiti straaradicalizzati che impediscono con la minaccia della piazza qualunque tentativo di modernizzazione, partiti che con il loro antiamericanismo e antisemitismo mettono ogni giorno a rischio la credibilità dell'Italia sul piano internazionale, partiti che arrivano a mettere in discussione l'esistenza stessa di Israele. Prodi, per vincere contro Berlusconi, ha messo insieme un'accozzagliaa politica ridicola, eterogenea e assolutamente incompatibile nelle sue componenti, una corazzataa Potionky nel senso fantozziano del termine fatta di semipreti e comunistoidi e che quindi era destinata a cadere, o prima o poi. February 20 Compagni che sbagliano...La notizia non mi ha sorpreso più di tanto: un nucleo di nuove Brigate Rosse, stanziato nelle città del nord (Padova, Milano e Torino) è stato scoperto da indagini della magistratura milanese, che quando non elabora strategie per colpire gli avversari politici, fa bene il suo lavoro. Una ventina di persone sono finite in carcere per associazione sovversiva e banda armata. Come dicevo, tutto questo non mi lascia esterrefatto: le ideologie sono dure a morire, specie quelle sbagliate, e ci sarà sempre qualche deficiente che si illude ancora di poter fare la Rivoluzione. Cio che invece mi impaurisce, e molto, è il grado di connivenza che questi criminali hanno con il mondo della sinistra democratica, nonchè la giovane età di diversi di loro. Gli arresti del 2003, quelli della Lioce, di Morandi, ecc, che avevano portato (si sperava) alla fine delle nuove Br, avevavo mostrato un nucleo sovversivo assolutamente ai margini della società civile, completamente isolato dall'associazionismo politico. Quello di oggi invece fa spavento: è radicato e trae la sua linfa vitale da organizzazioni come il sindacato Cgil o i centri sociali; i nuovi brigatisti godono dell'appoggio di molte persone e della simpatia di tante altre, e c'è già chi, tra alcuni discutibili esponenti della sinistra radicale, propone già di "assolverli" civilmente, dato che non hanno commesso nessun omicidio. Trovo che una situazione del genere, che ci riporta ad oscuri anni che credevamo passati, necessiti di una riflessione della società tutta, ma soprattutto del mondo della sinistra italiana. E' li, è proprio a sinistra che si deve fare un bell'esame di coscienza. Chiedersi come mai un movimento come le Br sia ricresciuto e abbia prosperato all'interno delle basi ideologiche del mondo della sinistra, appunto il sindacato e i centri sociali. Mi puzza un pò la teoria che questi nuovi "rivoluzionari" siano degli squilibrati isolati che hanno deciso di dissotterrare le armi e fare la lotta di classe; trovo invece molto più plausibile che tutto ciò sia rinato grazie all'humus favorevole di questi anni, un terreno fertile fatto di perdonismo imperante e solidarietà ideologica. La Cgil, e ancora di più la Fiom, in cui militavano alcuni dei neo brigatisti anche con ruoli importanti, invece di sbandierare ai quattro venti la sua innocenza, il suo essere vittima del terrorismo, dovrebbe chiedersi se invece non ha qualche responsabilità in tutto ciò. Le lotte sociali di questi anni, come quelli sulla legge Biagi, hanno evidenziato una radicalità estremista del mondo sindacale, una tendenza nulla al compromesso con le altre parti sociali, e una criminalizzazione dell'avversario, che sia un giuslavorista o la Confindustria; questo potrebbe benissimo aver provocato nei lavoratori un sentimento di ostilità nei confronti della società civile, e spinto alcuni di loro ad imbracciare un mitra. Le tante "dimostrazioni di solidarietà" ai brigatisti incarcerati arrivati dai alcuni colleghi di fabbrica, stanno a testimoniare proprio un diffuso senso di insofferenza verso il confronto democratico. Quanto ai centri sociali, non mi sono mai piaciuti, come non mi piace la gente che ci si ritrova; sono dei luoghi dove prolifera l'estremismo politico, da dove non viene mai niente di buono se non rotture di coglioni o manifestazioni inutili. Quindi non mi stupisce che proprio di questi posti i nuovi brigatisti abbiano fatto il loro centro di reclutamento e la loro base operativa. E' qua che alcuni no global ( ma non erano pacifisti non violenti? mah...) hanno deciso di fare il salto di qualità, dalla guerriglia cittadina contro la polizia, alla guerra rivoluzionaria nelle Br. E la coalizione di governo, non ha colpe? Rifondazione Comunista ha candidato Daniele Farina e Francesco Caruso, leaders del movimento No Global e dei centri sociali, per accalappiare un bacino elettorale molto cospicuo. Questi loschi figuri hanno alle spalle decine di procedimenti penali per un uso della violenza organizzata...e in più si rifiutano di condannare il brigatismo comunista, come se il loro doppio status di parlamentari e no global, la loro natura anfibia di Stato e anti-Stato possa permettergli un'impunità politica. La sinistra deve finirla di tenere il piede in due staffe, di condannare la violenza politica e nello stesso tempo di istituzionalizzarla. Se davvero ci tiene a passare come vittima del terrorismo, deve tagliare i legami con quell'area intermedia che fa da cinghia di trasmissione tra estremisto politico e sovversione violenta. Perderà molti voti, ma almeno avrà la coscienza pulita. Purtroppo mi sembra che si vada nella direzione contraria: Rifondazione candida alla carica di sindaco di Genova un vecchio rimbambito, Sanguineti, che predica ancora la lotta di classe e l'odio antiborghese (ma i comunisti non si modernizzano mai?sigh...) accompagnato però dalla totale devozione al pacifismo (che incoerenza e imbecillità); i Ds invitano al loro congresso un ex terrorista rosso, Adriano Sofri; gli ex brigatisti, che già godono di una libertà immeritata, vengono santificati e gli si affida incarichi pubblici; la verità è che a sinistra non si vuole riconoscere i propri errori, non si è ancora rinunciato all'ideale della Rivoluzione Rossa, e i terroristi non vengono considerati criminali, ma semplici compagni che sbagliano. Ce n'è di che riflettere. February 15 San Carlo (Giuliani)Finalmente...il processo di canonizzazione del martire della libertà Carlo Giuliani è arrivato al suo culmine. Dopo le tante lacrime versate sulla bara del giovane no global ucciso dal carabiniere durante gli scontri del G8 a Genova nel 2001; dopo il linciaggio mediatico e sociale che il carabiniere, Mario Placanica, ha dovuto subire; dopo la medaglia al valor civile simbolica appuntata sul petto della madre del giovane martire, Heidi Giuliani, con la sua candidatura al Senato sotto le sovietizzanti insegne di Rifondazione, e la sua successiva elezione come senatrice; ecco arrivati alla fine(?) dell'iter: l'intitolazione di un'Aula del Senato della Repubblica Italiana al suddetto Carlo Giuliani, che da oggi mi sembra più consono chiamare San Carlo Giuliani, patrono di Genova e protettore dei teppisti e dei Black Block. Ma riporto qui di seguito la motivazione che ha spinto a tale gesto onorevole: l'Aula è stata intitolata a Giuliani per "essere stato testimone della voglia di cambiamento e della spinta a incrinare un intero sistema di potere che anima le nuove generazioni" (Sic). Penso che di fronte a cotanta imbecillità politica non ci sia bisogno di aggiungere altro, se non decidersi tra il ridere a crepapelle per la comicità innata della frase, o piangere per il punto di bassezza a cui è arrivata la politica italiana. Tuttavia desidero aggiungere qualche parola. Inanzitutto io , in quanto ventenne, non mi riconosco di certo in quelle "nuove generazioni" che l'epitaffio evoca: se essere testimone della voglia di cambiamento significa andare per le piazze a sfasciare vetrine ( nella migliore delle ipotesi) o teste di poliziotti (nella peggiore, ma più veritiera), io non faccio parte delle nuove generazioni. Se cercare di incrinare un intero sistema di potere, significa mettere a ferro e fuoco città, o tentare di ammazzare un carabiniere con un estintore, mi chiamo fuori. Quindi se parlate di nuove generazioni, cari scrivani del Senato, aggiungete il post No Global... Detto questo (distinguo che penso molti, ma non tutti, faranno proprio), passiamo alla vera gravità del gesto. Leggendo questa frase mi sembra di vedere lo Stato che pugnala se stesso, che premia chi lo Stato lo vuole abbattere, lo Stato che santifica l'Antistato. Un paradoso vivente tutto italiano, mi sembra di capire. La sacralità laica delle aule del parlamento, già offuscata grandemente dall'ingresso di travestiti, no global, ex (?) terroristi, e chi più ne ha più ne metta, subisce un colpo mortale: dedicare un Aula del Senato a chi ha combattuto lo Stato fino a che un saggio carabiniere non ha ricorso alle maniere forti per farlo smettere, è una bestialità; è come dedicare una cappella di San Pietro a Charles Manson, o un museo dell'Olocausto ad Adolf Hitler.Mi chiedo davvero dove andremo a finire, e mi chiedo per quanto tempo ancora le forze di polizia, che parano il culo della società italiana 24 ore al giorno, si vogliano far umiliare. In questo gesto, dietro cui vedo lo zampino dei vari Caruso della sinistra italiana, vedo un'umiliazione per la società tutta; ma oramai non mi stupisco più. Se la sinistra italiana, così accecata dall'ideologia, si permette di portare in parlamento, come eletti, ex brigatisti che con questo cercano di rifarsi una verginità civile e politica, gentaglia che ha ammazzato per decenni in tutta Italia, e che ora si vede riconosciuta la sua spinta al cambiamento, l'intitolazione di un'aula senatoriale a uno degli spaccateste del variopinto e simpatico movimento non violento (sic2) e pacifista (sic3) No Global, mi sembra ben poca cosa. Rimane lo sdegno e un senso di amaro in bocca. Ancora una volta l'italia si umilia.
February 13 La vittoria della memoriaSabato 10 febbraio si è celebrato il "giono della memoria":il ricordo di una tragedia troppo a lungo ignorata e cancellata dalla storia italiana. Il ricordo dei ventimila morti italiani infoibati dai partigiani titini, e dell'esodo di duecentocinquantamila nostri connazionali dalle terre che abitavano da secoli (Istria, Dalmazia, Giulia) e da cui vennero a forza costretti ad emigrare. Dopo circa cinquant'anni di colpevole rimozione e odiosa indifferenza, di quella congiura del silenzio di cui ha parlato Napolitano, si è finalmente istituita una data precisa per il ricordo di questa tragedia. Il 10 febbraio di ogni anno è stato così istituito, grazie al passato governo Berlusconi, il "giorno della memoria", che prevede manifestazioni e ricordi in tutta Italia, con buona pace dei tanti comunisti duri e puri ancora presenti nel nostro paese. A Firenze, quest'anno, il ricordo è stato celebrato con una fiaccolata organizzata da Azione Giovani e Alleanza nazionale,ma aperta a chiunque. Sono venuto a conoscenza dell'iniziativa in maniera paradossale, cioè grazie ad alcuni deliranti manifesti della Sinistra Giovanile che cercavano di sminuire la tragicità delle foibe inquadrandole come naturale reazione all'espansionismo fascista. I manifesti, dopo questa bella operazione di pulizia storica, rendevano nota la volontà di impedire o quantomeno boicottare la manifestazione di sabato, bollata come "una provocazione fascista". Gli allegri compagni avevano così organizzato per sabato un gioioso "presidio antifascista" (sic) in Piazza della Libertà, cioè il luogo indicato per il ritrovo della fiaccolata, con lo scopo di difendere il valore della Resistenza. Devo quindi ringraziare i cari compagni se sono venuto a conoscenza dell'iniziativa, e ringraziarli soprattutto perchè è dalla loro delirante iniziativa che mi è venuto il coraggio e la voglia di partecipare alla fiaccolata. Proprio così: questi stalinisti che, sotto lo scudo dell'antifascismo, cercano di chiudere la bocca a tutti quelli che non condividono la loro fuorviante ideologia, che, forti del potere di cui godono in Toscana, impediscono con ogni mezzo un serio dibattito politico, mi hanno fatto incazzare con la loro provocazione inaccettabile, così accecati dall'ideologia da non voler ricordare, e impedire di farlo a chi ne ha l'intenzione, morti italiani, nostri connazionali. Così sabato, forte della consapevolezza di fare una cosa giusta, sono andato alla fiaccolata di An e Ag. Naturalmente lo sciocco Domenici, per calcoli politici, aveva autorizzato il presidio della sinistra, alla stessa ora e nello stesso luogo in cui si doveva svolgere la manifestazione. Arrivato in piazza della Repubblica, mi sono trovato davanti a uno scenario da anni 70: da una parte i "neri", dall'altra i "rossi", con questi ultimi in netta maggioranza, com'è consuetudine in Toscana, e nel mezzo un cordone di poliziotti. In ogni caso, la fiaccolata è partita: 500 persone, una vittoria per la debole destra toscana.500 persone: militanti, certo, ma anche tanta gente normale, come me. Una manifestazione pacifica, all'insegna del più rispettoso dei silenzi, il silenzio che si deve al ricordo dei morti. Neanche nella parte più estrema del corteo, neanche tra i ragazzi di Azione Giovani, o di Forza Nuova, si è assisitito a un benchè minimo gesto politico. Neanche un saluto romano, neanche una croce celtica, niente cori, come invece sperava l'intera sinistra per bollare come fascista l'iniziativa. Solo tanti tricolori sventolati, tanti striscioni all'insegna del ricordo. E di là? Dall'altra parte, tra i "democratici antifascisti" di Rifondazione, della Sinistra Giovanile, dell'Anpi, dei centri sociali,ecc, che si faceva? Ve lo dico io: oltre a vari tentativi di attacco ai militanti di destra, oltre ai cori provocatori, oltre a tutto questo, la più becera e offensiva delle stupidaggini: lo sventolio di bandiere dell'ex jugoslavia di Tito, dell' ex Unione Sovietica, uno sputo sulla memoria di 20000 morti e 250000 esuli. Da una parte i tricolori e il silenzio, dall'altra solo la stupidità e la cecità ideologica di chi vuole vedere solo ciò che gli fa comodo, solo ricordare i morti e le tragedie "politicamente corrette". i miei complimenti, quindi, alla sinistra toscana, che non perde occasione per dimostrare la sua pseudodittatura intellettualoide, all'Associazione Partigiani, custode della sacra religione della Resistenza, all'Amministrazione Comunale, che non solo non ha, come era giusto fare, ricordato questa tragedia, ma ha anche cercato in tutti i modi di osteggiarne il ricordo, di impedirlo con la paura e il fantasma del fascismo che risorge, di reprimerlo fisicamente con i suoi scagnozzi dei centri sociali. Il 10 febbraio a Firenze la destra, finalmente matura e libera dalle proprie insidiose origini, ha vinto, il Ricordo è stato rispettato, e la sinistra ha vergognosamente fallito, prigioniera ancora oggi di quella superiorità morale e storica che a me fa solo ridere, e che è essa stessa la sua condanna.
February 07 "Manifesto del Pacifismo italiano"Noi siamo i pacifisti italiani, quelli del "no alla guerra senza se e senza ma".
Noi non vogliamo altro che la pace, solo la pace, nient'altro che la pace.
Noi siamo veri pacifisti, per un mondo senza più guerre, senza più violenze, senza più eserciti.
Siamo le persone più buone e brave del mondo, sempre dalla parte del più debole contro gli imperialisti sporchi e cattivi e coi denti da vampiro.
Il nostro non è antiamericanismo, preferiamo chiamarlo pacifismo.
Il nostro non è antisemitismo, preferiamo chiamarlo equivicinanza.
Noi non siamo contro l'America, vogliamo solo il ritiro delle truppe americane dall'Iraq, dall'Afghanista, dall'Arabia Saudita, dallo Yemen, dall'Europa, dall'Italia, insomma dal mondo, per arrivare aa un mondo più giusto senza americani brutti sporchi e cattivi con i denti da vampiro e le mani sporche di petrolio e di sangue innocente.
E alla fine, perchè no, vogliamo il ritiro delle truppe americane anche dagli Usa, per rendere finalmente libero dall'America anche il popolo americano.(Dove le mettiamo è un problema non nostro)
Noi diciamo no a tutte le guerre (dell'America), fatte solo e soltanto per il petrolio. Le altre guerre combattute nel mondo sono solo piccoli conflitti locali di cui non vale la pena parlare. O sono colpa dell'America.
Noi diciamo no alla sporca guerra di Israele in Libano. Le piogge di razzi katiuscha sulle case israeliane al confine non si devono a Hezbollah, maalle brutte condizioni climatiche di quella regione.
Noi, che siamo stati filosovietici fino all'89, oggi ci scopriamo d'un tratto contro le superpotenze sporche e cattive (ne è rimasta solo una, indovinate quale...)
Noi diciamo no alla risposta armata dell'America e di Israele contro il terrorismo islamico. Per risolvere ci vuole il dialogo, solo il dialogo. Dopo che ti hanno buttato giù due torri o ti hanno sventrato una pizzeria piena di gente, bisogna parlare, parlare, parlare, e capirli. In fondo se lo fanno, è colpa dell'Occidente. Volemose bbene.
Noi i terroristi non li chiamiamo terroristi, li chiamiamo guerriglieri partigiani di loiberazione delle terre sacre dell'islam dai porci infedeli americani e ebrei.
I loro non sono atti bellici, di guerra, ma semplicemente eroici atti di martirio e di resistenza.
E quei pochi che sono terroristi, sono tutti pagati dalla Cia o dal Mossad per colpire America e Israele e destabilizzare il mondo.
Noi siamo contro all'ingerenza dei politici americani nella nostra politica, anche se noi ci riserviamo il diritto di criticare e offendere i presidenti americani e le loro amministrazioni.
Noi siamo per la chiusura di Guantanamo, campo di concentramento dove dentro non sono rinchusi terroristi, ma semplici devoti islamici che si trovavano in Afghanistan in gita scolastica, e non per combattere con Al qaeda.
Noi siamo per il dialogo con l'Iran: nonostante il suo presidente, un pazzoide neonazista, si stia fabbricando un comodo kit di bombe atomiche con cui colpire Israele, noi chiediamo di parlare, parlare, parlare, cercare di convincerlo pacificamente, come siamo riusciti pacificamente a convincere Hitler a non invadere la Polonia.
Noi non siamo contro le Forze Armate italiane: chiediamo solo che tutti i fondi che le tengono in vita vengano utilizzati per costruire pace, amore e dialogo. Nonostante le criminalizziamo tutti i santi giorni, noi stimiamo il lavoro che stanno facendo per noi, e abbiamo inventato anche simpatici cori come 10,100,1000 nassiriha per ricordargli il nostro affetto.
Noi siamo per una soluzione pacifica del problema israelo-palestinese alla "due popoli, due stati": infatti alle nostre manifestazioni pacifiste vedete sempre tante bandiere israeliane, non solo palestinesi; che poi le bandiere israeliane vengano bruciate e pestate, questo è un altro discorso...
Noi siamo contro la violenza, e lo dimostra il fatto che una nostra componente, quella dei No Global, sia uno dei movimenti più non violenti, da fare invidia a Ghandi. Non si sente volare una mosca, ai social forum, mai stati scontri con la polizia. E se ci sono stati, è stata guerriglia non.-violenta e pacifista, non certo pestaggio di agenti di polizia.
Noi abbiamo un unico problema: la memoria corta. Non ci ricordiamo mai che sono gli americani che ci hanno liberato dal nazifascismo e dal comunismo, e che i cittadini israeliani sono quelli rinchiusi nei lager nazisti 60 anni fa.
Ah, e per favore, non chiamateci Pacifinti...
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