maurizio's profileL'onniscientePhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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January 11 Israele e lo pseudopacifismoIl nuovo Nazismo, il nuovo Antisemitismo, è per le strade delle nostre città. L’ho visto proprio ieri, si aggirava per il centro di Firenze, sotto forma di corteo pro Palestina (leggi contro Israele). Ha il volto, perennemente arrabbiato, degli immigrati islamici, ha le bandiere multicolori del Pacifismo occidentale, ha il kefiah al collo, parla l’arabo, ma anche l’italiano. Urla, sbraita, si indegna, grida slogan, innalza cartelloni, brucia bandiere. Non fa paura come il suo antenato germanico, è più variopinto, più casinista, meno inquadrato. Niente passi d’oca, niente divise, niente programmi politici, niente sterminii annunciati. Forse, proprio per questo, proprio perché così subdolo, nascosto, invisibile, è ancora più pericoloso. Il nuovo Antisemitismo è un tumore che sta infestando la nostra società. Come un tumore, si è sviluppato piano piano, in silenzio: germinato nel filo-arabismo occidentale dagli anni 70 in poi, si è via via accresciuto grazie all’indifferenza congiunta e colpevole della politica e della chiesa cattolica, proprio i due attori che dovevano vigilare ed educare per evitare che si ripetesse la tragedia di sessant’anni fa, che l’humus che partorì l’Olocausto fosse definitivamente sconfitto, distrutto. Invece è stata proprio la politica a nutrirlo, per convenienza elettorale e per cecità storica, proprio la Chiesa a legittimarlo, evitando di prendere posizione nella questione mediorientale, rimanendo ancorata alla famosa equivicinanza che sa tanto di farisaico immobilismo, alla “scannatevi in parti uguali”. Cresciuto e rigoglioso, perché partorito da quell’Occidente che con gli ebrei ce l’ha dai tempi delle medioevali accuse di deicidio e dei corrispettivi pogrom e massacri, e che con gli ebrei, nonostante la Shoah e le buone intenzioni, continua ad avercela per partito preso e per pregiudizio, il nuovo Antisemitismo ha accolto a braccia aperte le masse di immigrati islamici che arrivano a frotte in Europa da almeno trent’anni; portatori, loro, di una particolare variante di Antisemitismo, quella di stampo religioso, intrinseca all’Islam, che gli ebrei li vuole morti inanzitutto perché ebrei e quindi infedeli, e, se ciò non bastasse, perché usurpatori della terra santa palestinese, carnefici e aguzzini dei fratelli in Allah di Gaza e di Rafah. I due Antisemitismi, quello principalmente politico occidentale, e quello, ben più pericoloso e temibile, islamico, si sono uniti, col tempo, in un unico grande mostro. Ci troviamo così di fronte a questo tumore ambulante, che qualche anima bella ha il coraggio di definire “Equivicinanza” o, bestemmiando, addirittura “Pacifismo”, ma che è solo odio allo stato puro, un tumore ambulante che cresce col crescere delle masse islamiche in Europa, quelle che abbiamo visto inginocchiarsi e pregare verso la Mecca nel numero di migliaia davanti alla basilica cattolica del Duomo a Milano e di San Petronio a Bologna (mi chiedo, fra l’altro, cosa succederebbe se qualche cristiano avesse l’ardire di celebrare una messa davanti alla moschea di Medina o del Cairo). Questo nuovo Antisemitismo in salsa araba, che sbraita, che paragona, nella vergognosa indifferenza, quando non è sostegno, dell’Occidente, Israele al regime nazista, questo Neonazismo che brucia le bandiere di Israele, che le deturpa con le svastiche, che grida slogan osceni (naturalmente in arabo, dato che l’Italiano manco lo conosce), che condanna a morte. E, insieme a loro, la vergogna d’Europa e d’Italia, quegli occidentali che lo fiancheggiano, che lo supportano, che gli prestano quella poca credibilità politica e civile di cui necessita e che loro posseggono, quegli imbecilli i quali pensano che basta fregiarsi del titolo di Pacifisti per esserlo davvero, basta sventolare qualche bandiera da circo con la scritta Pace per esserne alfieri e portatori degni. Quelli che chiedono che le armi tacciano solo agli israeliani, che denunciano e scendono in piazza a protestare solo per i bombardamenti dell’aviazione israeliana, e mai una parola, mai una lacrima per i razzi palestinesi che finiscono nelle case israeliane (abitate anch’esse da civili, ricordo), o per i kamikaze, palestinesi anch’essi, che si fanno esplodere nei cafè di Tel Aviv o negli autobus di Gerusalemme (frequentati anch’essi da civili, ricordo). Quei pacifisti i quali fanno finta di ignorare che la tregua è stata rotta da Hamas, che Hamas ha come obbiettivo principale la distruzione di Israele, che il lancio di razzi non è cessato un solo giorno; quelli che denunciano e si strappano le vesti per le stragi di bambini e civili palestinesi, e fanno finta di non sapere che Hamas usa come rampe di lancio per i suoi missili le scuole, gli ospedali, le case, di modo da poter poi accusare Israele di crimini contro l’umanità, che usa come scudi umani quei civili palestinesi che dice di difendere e proteggere. Quei pacifisti che hanno creato un clima da novella notte dei cristalli, per cui un sindacato italiano ha promosso un boicottaggio di tutti i negozi gestiti da ebrei (e che ebrei e israeliani siano due cose diverse, poco importa), per cui svastiche e scritte ingiuriose si moltiplicano sulle lapidi dei cimiteri ebraici e sulle mura delle sinagoghe, opere degne dei peggiori anni ‘30. E questa orgia di antisemitismo vestito elegante, questo tripudio di pregiudizi e condanne senza conoscenza, mentre le più importanti istituzioni mondiali, Chiesa Cattolica e Onu in testa, girano la testa dall’altra parte o, peggio, se la prendono solo con Israele, sempre per quella grandiosa, terribile Paura dell’Islam, mostro irrazionale e violento, che le contraddistingue. A volte la storia non insegna nulla, o quasi. January 03 Storia di un abortoHo cominciato a pensare da poco. E’ una fatica terribile, estenuante, ma penso. Comincio a capirmi, a capire questo posto senza spazio né tempo che mi ospita. Galleggio nell’amore della Mamma, l’unica entità, a parte Me, che esiste, l’unica cosa importante. All’inizio era solo una percezione, la sensazione che un amore involontario mi nutrisse, mi crescesse. Poi, da quando ho cominciato a pensare, è uno sforzo incredibile, ma ogni giorno mi viene più naturale, ho incominciato a concepire l’esistenza di un altro oltre Me. Ho incominciato a concepire chi mi ha concepito, ho concepito la mia Mamma. Non so cosa sia, né che forma ed aspetto abbia, non so cosa pensi, né se Fuori di essa ci sia qualcosa che mi aspetta, ma sento che è una cosa che mi ama, che, volontariamente o involontariamente, mi cede parte di sé per far si che io cresca. Per cui la amo. In effetti l’amore è l’unica sensazione che riesco a provare ora. Chissà se ne esistono altre, chissà se là Fuori oltre all’amore c’è qualcosa di più bello... Aspetta, che provo a muovere una mano. E’ una fatica incredibile, più che pensare, più che provare a dare un nome alle cose e alle sensazioni, ma se mi sforzo ci riesco. Ecco…ecco che ho mosso un dito. Fremo di vita, devo muovermi. Ho voglia di far sapere alla Mamma che esisto, che ci sono, voglio ringraziarla…ma l’unico modo che ho è questo, muovermi, fremere, cercare di…chissà se lo sente, se mi sente muovere la mano. Se sente che la amo. Spero che riesca ad avvertire anche le sensazioni, e i sentimenti soprattutto, sennò magari pensa che non ci sono, che tutti i suoi sforzi sono inutili e vanno sprecati. Spero che riesca ad avvertire il mio, di amore, la mia risposta. Che le voglio bene. E’ tutto così confuso, così incerto…mi sembra di vivere qua da sempre, di essere qua Dentro dall’eternità. Forse è questo il mio destino, stare qua Dentro per sempre. Non che mi dispiaccia. Ci sto bene, nell’amore liquido della Mamma. Quando mi sembra che manchi qualcosa, ecco che un non-so-che entra dentro di me, e subito il bisogno scompare com’era venuto. Dev’essere la Mamma. Ogni volta che succede, mi capita di sorridere. E’ tenue, credo quasi impossibile da vedere, ma sorrido. Sorrido alla vita, sorrido a lei. Chissà se anche questo lo sente. E’ la mia risposta, il mio grazie perché anche oggi si è ricordata di Me. Che silenzio qua Dentro, mai un rumore, mai. A volte quando mi muovo sento come un suono ovattato nella testa, forse lo sente anche lei... Da Fuori non arriva nulla, mai un rumore, o un suono, niente di niente. Forse non esiste, forse a parte Me e la Mamma non c’è nulla. Forse è meglio così, il Fuori non mi piace, mi spaventa. Ho paura che là Fuori non ci sia lo stesso amore che c’è qua. Potrei morirne. Forse è davvero meglio che non esista, che ci siamo solo io e lei. Penso che potrei bastarle come lei basta a Me. Ma mi sa che mi sbaglio, che là Fuori qualcosa ci sia. A volte, anche se è terribilmente stancante, riesco ad avvertire quello che sente la Mamma. A volte sento, riesco a percepire che è triste, che qualcosa la turba, impedisce la sua felicità. E sono sicuro che è colpa del Fuori, che non sono io che la rendo così: io so solo amarla, come posso farle male? C’è qualcosa di sbagliato là Fuori, qualcosa di cattivo, qualcosa che non mi vuole, che non vuole che io cresca. Non capisco perché, nè chi sia, ma non vuole che viva dentro la Mamma. Quando sento che lei è triste, cerco in tutti i modi di rallegrarla, provo a muovermi, a fremere nel suo amore liquido. Ma non so se lo sente. Negli ultimi tempi mi capita sempre più spesso di sentirla così giù. Era meglio prima. Mi ricordo vagamente…all’inizio solo un tenue bagliore dentro la testa. Non pensavo ancora, non ne ero capace. C’era solo questo bagliore caldo. Poi ecco che il bagliore caldo ha cominciato a scorrermi dentro, insieme a una nuova forza. La forza mi ha permesso di cominciare a sentire, a pensare, a muovermi. Ed eccomi qua, incredibilmente debole e indifeso, ma allo stesso tempo forte e deciso, ogni giorno più forte e ogni giorno più deciso, deciso a crescere. Verso cosa? Non ne ho idea, però credo che sia la cosa giusta. Tutto spinge in quella direzione. Aspetta…sento che qualcosa non va’….la Mamma è triste, tristissima, non è mai stata così finora…Che succede? Ho paura che sia il Fuori che mi viene a prendere…ahia! Grido fortissimo, ma non esce niente, è un grido muto, un grido di dolore! Aiutami Mamma! Aiutami, ti prego! La luce si spenge piano piano…sparendo porta via con sé la forza, il pensiero, la vita…ti voglio bene… |
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