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    January 28

    Dizionario inglese-livornese

    Tanto per farvi riprendere un pò dalla tristezza e dalla serietà del pot precedente, cito nel mio blog un divertente dizionario inglese-livornese...

    Insults (Offese)

    She seems a little float - Pare un gavitello

    She/he is ugly as the sin - e' brutta/o come ir peccato

    The pan of your mother! - ir tegame di tu ma'!

    The gut of your mother! - (ir budello di tu ma')

    Executioner how do you bring shit! - Boia come porti merda!

    You are a Fartbreaker - Sei uno Spacca Scurregge

    May I touch you? Why you don go far from my ass!Ti posso toccà? Ma ti levi di ‘ulo -

    Wouldn't you teach to fuck to your father? un vorrai mia insegna' a babbo a
    pipa'?

    Wouldn't you steal in thief's house? un vorrai mia ruba' in casa dei ladri?

    And you take a little two! - E pigli un duino!

    I return you like an octopus! - ti rigiro come 'n porpo!

    You are a Coop plastic bag - sei 'na busta della Cooppe

    Modi di Dire Livornesi

    we had it! - s'è avuta!

    stay fresh! - stai fresco!

    I've got a misery I bleed - c'ho 'na miseria scianguino

    ...and a slice of ass with pine-seeds??? - ...e una fetta di 'ulo co'
    pinoli???

    you have to be blessed by the Greeks - ti devi fa benedì dai Greci

    wait for the band! - aspetta la banda!

    you're of nest - sei di nidio

    come on pineflax! Vieni pinolino!

    You kill us! - C'ammazzi!

    There's a child from tit! - C'è un bimbo da puppa!

    I dont know if you've taken it - Non so se l'hai presa

    Shot shot dried fig - Botta botta fio secco

    Five and five bread and cake - 5 e 5 pane e torta

    Of luxury! - Di lusso!

    but you know a saw to be in the world - ma sai 'na sega te d 'esse al mondo!

    You have to drink eggs kid! - hai voglia a bè ova bimbo!

    You have to eat of dry-pasta! - cen'hai da mangià di pastasciutta!

    and you have the little-words! - e c'hai le paroline!

    It's its death! - E' la su morte!

    it's a life of nothing! - è 'na vita di nulla!

    cool at beast - ganzo abbestia

    you are tender! - sei deliato!

    then you know it! - allora lo sai!

    you must be the son of Little Cheeses! - devi esse il figliolo del Cacini!

    at the drop! - alla goccia!

    You're a little sir of nothing! - Sei un signorino di nulla!

    You haven't one Lira to make two! - Un c'hai na Lira pe' fà 2

    Throw five, pair your - butta cinque pari tuo

    You have seen a nice world - Hai visto un ber mondo

    You make laugh the chicken - fai ride i polli

    Now, the Ugly-makes comes and takes you away - ora viene il bruttaio e ti porta via

    Executioner dog, you need a blind!!! - Boia cane, ti ci vole na' cea!!!

    You make me snatch - Mi fai strappà

    I haven't hands to make rests - Un c'ho mani pe fà i resti

    The shit escape from me, I can't do anymore - Mi scappà da caà un ne posso più

    Executioner, what have seen? the monster!!!. - Boia,c'hai visto ir mostro?

    Bitch of the misery, but you are not normal??? - puttana della miseria, ma te 'n sei mia normale?

    Deh, you make the nail!! - Deh, fa' la bulletta!!

    You eat bread and fox! - Mangi pane e volpe!

    I have a misery I bark - C'ho una miseria abbaio

    You must be bite and fly - Devi esse pinzo e volo!

    You are doing the pieces - Fai i pezzi

    Drink it at stripes - Bevilo a strisce

    Get out the oil - Levaci l'olio

    But are you out?!? - Sei di fori?!?

    I dont remember from here to there - Non mi riordo di vi a lì

    Re-take yourself! - Ripigliati!

    The bear shits you - Ti caa l'orso

    You've got vipers in the pockets - C'hai le vipere in tasca

    Dry yourself! - Asciugati!

    Water it down! - Annacqualo!

    I shit on your chest - Ti cao sul petto

    Will to work, jump on me! - Voglia di lavorà, saltami addosso!

    PROVERBI

    loving without being loved is like cleaning the ass without have shitted - ama senz'essè amato, è come pulissi ir culo senza avè caato

    to the cripples, kicks in the shin-bones - alli zoppi, pedate nelli stinchi

    who has dick is hungry, who has pussy has bread - chi ha cazzo ha fame, chi ha topa ha pane

    Its easy to get it in the ass with the ass of the others - facile pigliallo in culo cor culo di vell'altri

    You looks like the one who shited at my the door of my door and then he wanted it back! - Mi sembri quello che mi caò sull’uscio e poi la rivoleva

    It's better a dead in home than a pisan at the door - Meglio un morto in casa che un pisano all’uscio

    Drink wine that water makes rust - Bevi il vino che l'acqua fa ruggine

    If I had you in my ass, I shitted you at the melory - t'avessi in culo ti caerei alla meloria

    If my granny has the wils, she was a trolly - Se la mi nonna c'aveva le rote era 'n carretto

    If my grandfather has tre balls he was a flipper - se la mi nonna c’aveva tre palle era un flipper

    One hand cleans the other, they both clean the face - una mano lava l'artra, tutt'eddue lavano ir viso

    If everything is going well, we are ruined - Se tutto va bene,siamo rovinati

    QUARTIERI LIVORNESI

    The Sources - Le Sorgenti

    The Ilex - La Leccia

    Pond - Stagno

    Hills - Colline

    Bad Castle - Castellaccio

    Black Mountain - Montenero

    Circle Mountain - MonteRotondo

    The Rose - La Rosa

    Suburg Capuchins - Borgo Cappuccini

    Saint Jacob in Wateralive - S.Jacopo in Acquaviva

    Grilled T-bone steak - Fiorentina

    Saint Mark Little Bridge - S.Marco Pontino

    Hard-boiled egg - Ovosodo Notes Link

    Sage ass - SalviAno

    Little Lemon - Limoncino

    Holy Valley - Valle Benedetta

    Venice - Venezia

    Little sleep - Sonnino

    Fury Cove - Calafuria

    LE MALATTIE LIVORNESI

    I got the untied - c'ho la sciorta

    I got the TennisPlayer's elbow - c'ho il gomito del tennista

    I got the big wizard - c'ho il magone

    I feel miss - mi sento mancà

    He has for three shits - ce n'ha per tre caate

    I don't take myself again no more - non mi ripiglio più

    He has an cerebral haemorrhoids - Ha l’emorroidi cerebrali (emorragia celebrale per i nn locali)

    He has a pulmonary diadem - Ha un diadema polmonare  (un’enfisema
    polmonare)
    January 27

    George Gray

    George Gray

    Molte volte ho studiato
    il marmo che mi hanno scolpito,
    una nave con la vela piegata in riposo nel porto.
    In realtà non ritrae la mia destinazione
    ma la mia vita.
    Poichè l'amore mi venne offerto ed io fuggii dalla sua delusione;
    il dolore bussò alla mia porta, ma io avevo paura;
    l'ambizione mi chiamò, ma io ero atterrito dai suoi rischi.
    Eppure tutto il tempo avevo fame di un significato nella vita.
    E ora so che dobbiamo innalzare la vela
    e cogliere i venti del destino,
    ovunque essi guidino la nave.
    Dare significato alla vita può sortire follia,
    ma la vita senza significato è la tortura
    dell'irrequietezza e del desiderio vago,
    è una nave che anela il mare
    eppur lo teme.

     

    L’”Antologia di Spoon River” di Masters è sicuramente uno dei miei libri preferiti. E’ una raccolta di poesie: ognuna di queste racconta, in forma di epitaffio, la vita di una delle persone sepolte nel cimitero di un piccolo paesino della provincia americana. La caratteristica saliente dei personaggi descritti è che, essendo morti, non hanno più niente da perdere, e quindi possono raccontare la loro vita e le loro vicende in assoluta sincerità, senza le solite ipocrisie che contraddistinguono le relazioni tra le persone. Fra queste poesie ce n’è una, in particolare, che mi colpì dal primo momento che la lessi, circa quattro anni fa. E’ l’epitaffio di George Gray. Mi colpì, perché vidi in quelle parole gli errori e i difetti del mio carattere. Vidi in quelle semplici parole, ciò che sbagliavo e ciò che dovevo fare. Quanti amori, quante amicizie, quante occasioni sono passati senza che li cogliessi, per paura, vergogna, o amore della normalità. E così, sono rimasto anch’io, spesso, al riparo nel porto, senza affrontare il mare aperto, colmo di rischi ma anche di opportunità, che ispirava paura, ma anche voglia di scoprirlo. E in quel “la vita senza significato è la tortura dell’irrequietezza e del desiderio vago” ho capito quanto è sbagliato, e irrimediabile, preferire ciò che è comodo e sicuro al posto della novità e del rischio, ho capito come mai Dante riserva, nella Divina Commedia, un girone agli ignavi, a quelli che nella vita non hanno scelto, o non hanno saputo né voluto scegliere: il perché è che una vita vissuta così è indegna di essere vissuta, perché è una vita da codardo, anzi peggio, è una vita invisibile, perché non si riflette sulle vite degli altri, e quindi perde di significato. “Perfino il dolore è migliore del nulla” diceva Oriana, e quanto aveva ragione: il dolore almeno porta con sé una crescita, è un’esperienza, il nulla non porta nulla. Questa poesia risvegliò in me Qualcosa, era come se quelle parole le avessi avute dentro me ma non le avessi potute vedere. Mi aiutò a cambiare in meglio, a buttarmi nelle situazioni, a cercare di cogliere quello che la vita mi offriva, e ad avere meno Paura. Cercando su internet, ho visto che sono tanti quelli come me che hanno citato nei loro blog questa poesia, anche loro toccati nell’interno dal suo significato. A testimonianza che forse, dietro le facce sicure di ragazzi e ragazze, ci sono grandi debolezze, timori, ma soprattutto incapacità di amare la novità e il futuro.

    January 26

    L'inferno

    Chiese a Marco Kublai:  "Tu che esplori intorno e vedi i segni, saprai dirmi verso quale di questi futuri ci spingono i venti propizi..."
    ...Già il Gran Kan stava sfogliando nel suo atlante le carte delle città che minacciano negli incubi e nelle maledizioni: Enoch, Babilonia, Yahoo, Butua, Brave New World.
    Dice: "Tutto è inutile, se l'ultimo approdo non può essere che la città infernale, ed è là in fondo che, in una spirale sempre più stretta, ci risucchia la corrente".
    E Polo: "L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio".
     
     
    January 16

    La Sapienza??? L'Ignoranza....

    Evviva! Grande vittoria della sana laicità, dell’indipendenza dello Stato, della Ragione, dei valori illuministi! La visita del Papa alla Sapienza di Roma è stata annullata. Il Vaticano ha deciso di non continuare nel braccio di ferro che lo vedeva coinvolto, ormai da alcuni giorni, con i 68 “saggi” e i loro tifosi. La vicenda è oramai arcinota: un gruppo di docenti della facoltà di Fisica de La Sapienza ha scritto, qualche mese fa, una lettera al Rettore per chiedere che l’invito rivolto a Benedetto XVI, a tenere una “lectio magistratis” in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’università romana ,venisse revocata, ritirata. In nome di cosa e perché? La spiegazione è simpaticamente ridicola,e nasconde motivi politici molto più terra terra: dato che il Papa, in occasione di una conferenza, aveva citato una dichiarazione di un filosofo vissuto nel 1500, secondo cui ai tempi di Galileo la Chiesa si era comportata in modo molto più ragionevole dello scienziato, i “saggi” hanno deciso, per autoproclamazione, che quella citazione rispecchiava il pensiero del Papa su Galileo e sulla scienza in generale. Una motivazione ridicola, che non reggeva al ragionamento, ed era infatti rimasta nell’ombra, ad essere covata dall’anticlericalismo dei docenti in questione. Il “caso-lettera” è però esploso ora, nei giorni immediatamente precedenti alla visita in questione, riportato a galla e mediatizzato da quei collettivi di studenti di sinistra ed estrema sinistra che purtroppo infestano, fin dal ‘68, le nostre scuole e le nostre università. In maniera sguaiata, con mancanze di rispetto e volgarità verso chi non la pensa come loro, (un modo di esprimere il proprio pensiero di  cui la sinistra italiana si è sempre dimostrata ottima maestra, ricordiamo il caso Oriana Fallaci), gli studenti di sinistra, naturalmente tutti figli di papà con le tasse universitarie pagate dalla famiglia, hanno berciato il loro sdegno, manifestato la loro contrarietà alla visita del “papa conservatore, reazionario e nemico della scienza” (epiteti che si beccava anche Giovanni Paolo II, acclamato dai sinistrorsi solo quando faceva comodo, cioè quando si scagliava contro la guerra). All’inizio la Chiesa ha reagito, come al suo solito, con toni pacati e gentili, ribadendo la volontà del Papa di partecipare all’evento; quando però la situazione ha cominciato a surriscaldarsi, le offese a diventare pesanti, mentre si profilavano velate minacce, ed i toni si accendevano sempre più, il Vaticano ha deciso di lasciar perdere, di annullare la visita. Ma chi ha vinto? Ha vinto davvero la ragione? Ha vinto davvero la sana laicità, l’indipendenza dello Stato? No, non credo proprio. Ad aver vinto è stata l’intolleranza dei collettivi studenteschi e dei sessantotto docenti, i quali, con la loro azione, sono riusciti a mettere il bavaglio alle altre migliaia di studenti, alle altre centinaia di insegnanti che con questa visita erano d’accordo. Ad aver  vinto è stato il solito anticlericalismo, travestito (male) da sana laicità, di certa parte della cultura italiana, che non perde occasione per tentare, spesso senza riuscirci, di chiudere la bocca al mondo cattolico, ghettizzandolo, coprendolo di ridicolo, tacciandolo di anacronismo e conservatorismo, una cultura figlia di quel fallimento occidentale che è stato il ’68, portatore di disordine e ignoranza. A perdere, viceversa, è stato il dialogo, perché, adesso che la visita è stata cancellata, è molto comodo rigirare la frittata, parlare di un Papa codardo che ha paura di confrontarsi con chi non la pensa come lui: nella lettera non si parlava di dissentimento dall’invito al Pontefice, ma si chiedeva che esso venisse revocato; bell’esempio di dialogo! Rimane la vergogna per un Paese che non riesce a far convivere le sue due anime, religiosa e laica, in modo sereno, per un mondo dell’istruzione sporcato e rovinato dalla sinistra imperante nelle scuole e nelle università, che educa, come in un soviet moderno, schiere di ragazzi ai suoi valori fallimentari. Rimane lo sdegno per la lettera in questione e per i suoi risultati, frutto non di un corretto  pensiero laicista, ma di un progetto politico ben chiaro, per chiudere la bocca e combattere chi ha principi diversi dai propri, il Papa e la Chiesa, e non ha paura di parlarne e propagandarli. Forse con successo, dato l’astio rancoroso che i figli della falce e martello  covano, nell’illusione di essere unici custodi della ragione e della cultura.